In materia di indebita percezione, la Corte di Cassazione ha chiarito che il datore di lavoro il quale esponga un credito fittizio per ottenere un conguaglio INPS, sarà punito con la sanzione prevista per l’indebita percezione.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 48663 del 24 novembre 2014, ha precisato che l’indebita percezione di contributi pubblici di qualsiasi natura va punita secondo la disposizione di cui all’art. 316-ter c.p. e conseguentemente seguire la sanzione applicabile ai reati di pericolo e non di danno.





