Eliminato l’obbligo della Qualifica Professionale in UniEmens

Qualifica Professionale in UniEmensQualifica Professionale in UniEmens: le qualifiche professionali Istat, corrispondenti alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese di riferimento, non dovranno più essere esposte nel modello Uniemens aziendale.

Accolte così le richieste di semplificazione avanzate dai all’Inps dopo le reiterate segnalazioni fatte pervenire all’Istituto.

Con una nota del 1° marzo 2019, a firma del Direttore Generale Gabriella Di Michele, l’Istituto ha comunicato al Consiglio nazionale dell’Ordine e al Sindacato unitario ANCL che i codici Istat relativi alle mansioni dei lavoratori non dovranno più essere esposti.

Successivamente l’istituto ha eliminato la segnalazione di alert sulla nuova casella Uniemens relativa ai citati codici, rinviando al tavolo congiunto istituito con il Consiglio Nazionale dell’Ordine ogni ulteriore decisione.

A seguito di questa criticità risolta, però, l’Istituto, con il messaggio n. 803/2019, è tornato sui suoi passi perseverando nelle richieste di inserimento dati nel flusso Uniemens.

In particolare, nel citato messaggio pubblicato lo scorso 27 febbraio, l’Inps ha comunicato le nuove modalità di compilazione delle dichiarazioni retributive e contributive mediante flusso per i datori di lavoro che si avvalgono di prestazioni di lavoratori per i quali è prevista dalla normativa vigente l’ economica di malattia.

È stato istituto infatti un nuovo elemento volto a distinguere il tipo di trattamento retributivo che il datore di lavoro garantisce al lavoratore nei casi di assenza per malattia.

Dunque, per tutti i datori di lavoro tenuti al versamento della contribuzione di malattia, a decorrere dalla dichiarazione contributiva di competenza del mese di marzo 2019, è richiesta la compilazione del nuovo elemento.

Quest’ultimo dovrà essere codificato in tre opzioni relative al contratto applicato al lavoratore a seconda che il datore di lavoro sia o meno obbligato a integrare l’ di malattia a carico dell’Inps oppure la stessa sia dovuta totalmente dall’azienda.

Anche in questo caso, si tratta di informazioni che secondo i Consulenti del Lavoro potrebbero essere ricavate in automatico da altre fonti, quali ad esempio la codifica del contratto applicato.

Per scongiurare il blocco dei flussi Uniemens in scadenza il prossimo 30 aprile, è necessario dunque, anche in questo caso, dichiararne la non obbligatorietà.

Pertanto, la Categoria ribadisce la propria richiesta di proseguire nel percorso di semplificazione degli adempimenti a carico delle aziende e, dunque, dei Consulenti del Lavoro che assistono quotidianamente un milione e mezzo di imprese italiane.

 
 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d'impresa. Dal 2015 è abilitato all'esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova. Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche. Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.   Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

Lascia una commento

avatar
  Subscribe  
Notificami