La Corte di Cassazione, con Sentenza n. 42715 del 10 ottobre 2016, interviene in materia di omesso versamento delle ritenute previdenziali.
In particolare, secondo la Corte, la presentazione del flusso UniEmens è di per sé sufficiente a provare l’avvenuta corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori dipendenti.
Il caso riguarda un datore di lavoro condannato alla pena della reclusione per 6 mesi e di 1.000 € di multa per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali effettuate sulle retribuzioni dei propri dipendenti.
Il datore si è difeso sostenendo che i Modelli DM10 virtuali non costituiscono prova sufficiente dell’avvenuta erogazione delle retribuzioni ai dipendenti, in quanto non generati dal datore di lavoro, ma direttamente dall’INPS: non essendo avvenuta l’erogazione delle retribuzioni, non sussisterebbe nemmeno il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali.
Tale tesi, però, non ha convinto i Giudici della Cassazione, i quali hanno affermato proprio il contrario: anche se il DM10 Virtuale viene effettivamente generato dalle procedure informatiche dell’INPS, esso si basa comunque esclusivamente sulle informazioni e sui dati forniti dal contribuente, come il risultato delle denunce individuali dei lavoratori dipendenti (UniEmens).
In definitiva, quindi, il ricorso del datore di lavoro è stato rigettato ed è stato condannato al pagamento delle spese legali.





