Decreto Dignità: le slide del Ministero

Decreto DignitàÈ stato presentato il 3 luglio, a Palazzo Chigi, il primo provvedimento in campo economico e sociale del che prende il nome di “Decreto Dignità”.

Prendono così forma le proposte avanzate dal Vicepremier, Luigi di Maio, in qualità di titolare dei Dicasteri del Lavoro e dello . “Sono molto contento perchè i quattro temi principali del Decreto Dignità sono quelli su cui è stata trovata subito l’intesa quando abbiamo fatto il contratto di governo”, ha sottolineato il Ministro. “Con questo provvedimento, che licenzia il Jobs Act, diamo un colpo mortale al precariato, un colpo mortale alla burocrazia e siamo il primo paese in Europa che dice basta alla pubblicità del gioco d’azzardo”.

Un risultato, quest’ultimo, di cui il Ministro è particolarmente orgoglioso: “La misura contro l’azzardopatia è stata una misura emozionante. In Italia, un minore su due ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita: il primo modo per contrastarla è smetterla di far cadere in tentazione madri, padri e . Quindi, stop ai messaggi subliminali e ai testimonial famosi”.

Ma i fronti su cui il Governo si è misurato in questa prima prova di riforma in campo economico e sociale, sono molti altri. Tenendo per il momento da parte la disciplina del lavoro dei riders, su cui si lavora intensamente nel tavolo tra operatori e parti sociali, il Decreto Dignità interviene più in generale nella lotta al precariato introducendo una stretta sui contratti a termine, dove si passa da 36 mesi a 12 mesi, per i contratti senza causale e per un massimo di 24 mesi, se prorogati, oltre allo stop dei licenziamenti selvaggi, con l’aumento del 50% di indennizzo per i licenziamenti ingiusti sino a 36 mensilità.

“Combattere il precariato con queste misure – ha commentato il Vicepremier Di Maio – significa aiutare i giovani a farsi una famiglia e, quindi, a dare un forte impulso demografico; significa combattere stress, depressione e consumo di farmaci che ci vede purtroppo al primo posto in Europa; significa dare più serenità e maggiore qualità della vita”.

Sul fronte economico, invece, vengono introdotte contemporaneamente per i contribuenti e per le imprese che operano nella legalità, nel rispetto dello Stato, e, al contempo, forti limitazioni all’uso improprio di risorse pubbliche per il sostegno all’imprenditoria.

“Con il Governo, saremo sempre dalla parte delle imprese oneste, ma il lavoro precario è una piaga che non consente di creare nuove famiglie e dobbiamo combatterlo”, ha aggiunto il Ministro, spiegando ai giornalisti le misure a favore delle imprese. “Non si tratta di provvedimenti contro il mondo produttivo. Gli imprenditori onesti, che non abusano dei giovani e non pongono in essere un ricatto occupazionale, non hanno nulla da temere da questo decreto. Anzi, non solo saremo dalla loro parte continuando a sburocratizzare, ma affronteremo un grande tema che gli sta a cuore come il costo del lavoro: un’altra strada prevista dal contratto del Governo per eliminare il precariato e aumentare i contratti stabili”.

Concludendo il suo intervento il Ministro ha sottolineato “con il Decreto Dignità, per lo Stato, le persone tornano a essere persone, non più numeri, indici, bancomat: via quindi al redditometro, alle comunicazioni intermedie per lo spesometro e allo split payment per le partite IVA”.

Provvedimenti importanti che si attendevano da tempo. Così come quelli per offrire tutela dalla concorrenza sleale provocata dalla globalizzazione, che il Ministro chiama “prenditori”. Ovvero quelli che approfittando degli aiuti offerti del nostro Paese e poi delocalizzano, sia dentro che fuori dalla UE. Operatori scorretti, spesso multinazionali, per i quali nel Decreto Dignità sono state inserite misure di forte contrasto.

 

Le slide di presentazione del #DECRETODIGNITÀ

 

 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d'impresa. Dal 2015 è abilitato all'esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova. Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche. Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.   Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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Il decreto dignità mi pare poca cosa ed anzi diminuendo da 36 a 12 mesi (rinnovabili) ha reso ancora più breve il periodo di precarietà del rapporto. Si dimentica, forse, che chi conferisce l’incarico ha molta “materia” umana e può trovare molti soggetti da incaricare. Chi viene incaricato si gioca tutto quello che può per avere un lavoro e adesso invece che sperare almeno in tre anni, si vede bloccato l’ossigeno a 12 mesi. Non si risolve così la precarietà e il problema del lavoro.