CCNL Unionmeccanica Confapi: Welfare contrattuale

Welfare contrattualeWelfare Contrattuale: entro il prossimo 30 marzo 2018 le aziende metalmeccaniche Confapi dovranno mettere effettivamente a disposizione dei lavoratori un’offerta di beni e servizi di welfare.

Al fine di una più agevole applicazione della norma contrattuale, le parti hanno condiviso, a titolo esemplificativo, un elenco di strumenti di welfare e relative condizioni per fruire della normativa fiscale e contributiva di vantaggio che alleghiamo alla presente informativa. Altresì, ai fini dell’applicazione di quanto sopra previsto le aziende si confronteranno con la Rsu, ove esistente, per individuare, tenuto conto delle esigenze dei lavoratori, una gamma di beni e servizi privilegiando quelli con la finalità sociale.

Unionmeccanica-CONFAPI e Fim-CISL, Fiom-CGIL e Uilm-UIL hanno concordato che a decorrere dal 1° marzo 2018 le aziende attiveranno a beneficio di tutti i lavoratori dipendenti piani di welfare/flexible benefits per un valore di € 150,00 per gli anni 2018, 2019 e 2020.

In attesa della stesura definitiva del testo contrattuale Unionmeccanica-CONFAPI e Fim-CISL, Fiom-CGIL e Uilm-UIL, anche al fine di agevolarne gli opportuni adempimenti specificano che l’attivazione del beneficio del valore di € 150,00 per l’anno 2018, dovrà essere messo effettivamente nella disponibilità del lavoratore entro il 30 marzo 2018.

Per gli anni 2019 e 2020, l’offerta di beni e servizi è fissata sempre in euro 150 anno e dovrà essere messa a disposizione a decorrere dal 15 gennaio di ogni singolo anno e usufruita dal lavoratore entro il 31 dicembre di ogni singolo anno.
Eventuali modalità applicative che potranno essere disciplinate dall’Ente Bilaterale Metalmeccanici saranno essere definite e comunicate successivamente.

Lavoratori aventi diritto

Hanno diritto a quanto sopra i lavoratori, superato il , in forza al 1° gennaio di ciascun anno o successivamente assunti entro il 31 dicembre di ciascun anno:
a) con contratto a tempo indeterminato;
b) con contratto a che abbiano maturato almeno tre mesi, anche non consecutivi, di anzianità di servizio nel corso di ciascun anno (1° gennaio – 31 dicembre).
Sono esclusi i lavoratori in aspettativa non retribuita né indennizzata nell’anno di riferimento.
Per i lavoratori a part-time il valore dei suddetti strumenti di welfare non è riproporzionabile in relazione al loro ridotto orario contrattuale.
I valori indicati dalla presente disciplina in materia di welfare sono riconosciuti un’unica volta nel periodo di competenza nel caso di lavoratori reiteratamente assunti o utilizzati con varie tipologie contrattuali (contratto a tempo determinato, somministrazione, ecc.) presso la medesima azienda.

Tipologia del welfare

Al fine di una più semplice applicazione della norma contrattuale, le parti hanno condiviso, a titolo esemplificativo, un elenco di strumenti di welfare e relative condizioni per fruire della normativa fiscale e contributiva di vantaggio.

Nel contempo si è prevista espressamente la possibilità che i 150 euro, stabiliti rispettivamente per il 2018, 2019 e 2020, possano essere destinati, anche per un solo alino, al Fondo di previdenza Fondapi secondo regole e modalità previste dal medesimo Fondo.
In tale ipotesi ma anche in previsione di possibili modifiche delle attuali condizioni normative, si è precisato che i suddetti valori devono essere comprensivi degli eventuali costi fiscali o contributivi a carico dell’azienda.
Al contrario, non possono essere scomputati eventuali costi, commerciali o amministrativi, derivanti dall’attivazione o gestione dei servizi di welfare.

L’offerta di beni e servizi di welfare prevista dal CCNL si aggiunge agli strumenti di welfare già presenti in azienda, sia unilateralmente riconosciuti che derivanti da accordi collettivi.
In tali casi si suggerisce di verificare l’eventuale superamento e/o cumulabilità tra le voci di esclusione dal reddito di lavoro dipendente ex comma 2 dell’art. 51 del TUIR.

Nel caso di accordi collettivi, le Parti firmatarie dei medesimi accordi potranno armonizzare i criteri e le modalità di riconoscimento previsti dal CCNL.
Ai fini dell’applicazione di quanto previsto in materia di Welfare/flexible benefits le aziende si confronteranno con la RSU (ove esistenti) per individuare, tenuto conto delle esigenze dei lavoratori, della propria organizzazione e del rapporto con il territorio, una gamma di bene e servizi privilegiando quelli con finalità sociale.
A tal fine, le aziende terranno opportunamente in considerazione le indicazioni della RSU senza, però, che sia necessario uno specifico accordo.

SCARICA LA CIRCOLARE SUL WELFARE CONTRATTUALE CONFAPI

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d'impresa. Dal 2015 è abilitato all'esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova. Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche. Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.   Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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