Secondo la Corte di Cassazione sussistono i presupposti per il risarcimento del danno morale in favore del dipendente, posto a carico in solido al datore di lavoro e al dirigente, nel caso in cui il rapporto informativo di quest’ultimo diffuso in ufficio e letto dei colleghi contenga espressioni ingiuriose gratuite nei confronti del lavoratore interessato.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 294 del 9 gennaio 2014, ha chiarito che, mediante l’informativa, il cui contenuto integra l’ingiuria e la diffamazione, il superiore ha messo in atto una ritorsione ai danni del sottoposto, anch’egli aspirante alla carica di dirigente, cui, pertanto, spetta la liquidazione equitativa del risarcimento.





