Cassazione: uso improprio del PC aziendale – non sufficiente per licenziare

In materia di licenziamento, la Corte di ha chiarito che deve considerarsi illegittimo il provvedimento espulsivo comminato nei confronti del dipendente, qualora il comportamento tenuto dallo stesso sia punito con una sanzione conservativa da parte del CCNL di riferimento.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 6222 del 18 marzo 2014, ha precisato che il licenziamento legato ad un uso improprio del pc aziendale non può considerarsi legittimo, se tale atteggiamento risulta sanzionato dal contratto collettivo di riferimento con un specifica modalità. Si precisa come in ogni caso vada considerata la portata del comportamento al fine di graduare la scelta sanzionatoria.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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