In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo, inflitto dopo una discussione con il superiore, al dipendente che, prima di eseguire il nuovo compito assegnatoli, pretende un ordine di servizio scritto.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 21922 del 25 settembre 2013, ha chiarito che il recesso del datore di lavoro deve considerarsi sproporzionato rispetto alla condotta del lavoratore, che non costituisce un rifiuto tout court della prestazione, ma risulta finalizzata a limitare eventuali responsabilità in caso di errori nell’esecuzione di incarichi che esulano dalle sue mansioni.
Fonte: SEAC
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