Il dipendente notoriamente aggressivo e irruento che strappa di mano dei documenti al dirigente non può essere licenziato per insubordinazione, nonostante le parole aggressive e offensive rivolte al superiore, se la reazione è “scomposta ma comprensibile”.
Lo ha affermato la Corte di Cassazione che, con la Sentenza n. 27053 del 3 dicembre 2013, ha chiarito che la reazione del dipendente, per quanto inopportuna e aggressiva, non assume rilievo tale da giustificare il provvedimento espulsivo, visto che il rapporto fiduciario tra il lavoratore e il datore di lavoro non è mutato.
