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Licenziamento legittimo per l’impossibilità a raggiungere la sede di lavoro non dichiarata |
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A seguito della decisione di ristrutturare un immobile, gli uffici ivi contenuti sono spostati in altra zona della città e la ditta che esegue in appalto i lavori di pulizia segue i medesimi uffici. Una volta nella nuova sede, una lavoratrice non si presenta al lavoro per almeno 10 giorni consecutivi, senza aver eccepito all’azienda alcun problema. L’azienda, di conseguenza, intima il licenziamento disciplinare alla lavoratrice. La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 6971 del 20 marzo 2013 ha stabilito la legittimità del licenziamento, a nulla rilevando le difficoltà opposte dalla lavoratrice a raggiungere la nuova sede di lavoro, stante la mancanza di idonei mezzi pubblici e il non possesso di patente di guida e mezzo proprio. Infatti, la lavoratrice ha palesato queste difficoltà solamente in sede di giudizio e non al momento della comunicazione del cambio di sede, fatto che avrebbe escluso il licenziamento. Inoltre, l’impresa ha offerto alla lavoratrice altre soluzioni lavorative che potevano ovviare al problema dei trasporti, ma la lavoratrice, ostinata nel voler rimanere assegnata all’appalto originale, rifiuta tali soluzioni: il licenziamento, pertanto, è l’unica soluzione possibile. |
