News Cassazione: uso del telefono aziendale e licenziamento legittimo.

Uso privato del telefono aziendale: licenziamento legittimo solo se provato dai tabulati

Il licenziamento del lavoratore incolpato di aver utilizzato il telefono aziendale a scopo privato è legittimo solamente se l’azienda riesce a dimostrare al di là di ogni dubbio che le telefonate siano state fatte proprio dal lavoratore in questione. In caso contrario, il licenziamento operato dall’azienda è illegittimo.

Lo precisa la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 5960 dell’11 marzo 2013, nella quale afferma ulteriormente che l’unica prova ammissibile nel caso in specie sono i tabulati telefonici della linea del lavoratore: la sola presunzione che le telefonate siano state fatte da questi, basata sul fatto che le chiamate erano effettuate sempre e solo durante il turno nel quale il lavoratore era impiegato, non sono sufficienti a legittimare il licenziamento.

Fonte: Seac News

News: Incentivi per l’assunzione di lavoratori licenziati da piccole imprese.

In collaborazione con LaborTre, pubblichiamo una news relativa agli incentivi in oggetto:

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, comunica che, in attuazione dell’impegno a suo tempo assunto in considerazione della mancata proroga, in via legislativa, dell’apposito intervento di incentivazione all’assunzione di lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo (GMO), ha varato un decreto che prevede specifici premi per l’assunzione di tali lavoratori.

In particolare, il decreto dispone l’attribuzione di un incentivo, in forma capitaria (cifra fissa mensile, riproporzionata per le assunzioni a tempo parziale), per i datori di lavoro che, nel corso del 2013, assumano a tempo indeterminato o determinato, anche part-time o a scopo di somministrazione, lavoratori licenziati, nei dodici mesi precedenti l’assunzione, per GMO connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro.

L’importo dell’incentivo è pari a 190 euro mensili per un periodo di 12 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato. Il medesimo importo è corrisposto per un massimo di 6 mesi in caso di assunzione a tempo determinato.

L’ammissione al beneficio è gestita dall’Inps con procedura informatizzata e automatica, fino a capienza delle risorse stanziate, pari a 20 milioni di euro.

Con il provvedimento i lavoratori destinatari dell’incentivo non rischiano più di essere «spiazzati» nelle assunzioni rispetto ai lavoratori che possono essere iscritti nelle liste di mobilità, perché licenziati, con procedimento collettivo, da imprese con più di quindici dipendenti.