
Nei miei articoli precedenti, ho affrontato più volte l’argomento Opzione Donna: si tratta , in parole povere, della possibilità, per lavoratrici dipendenti ed autonome, di pensionarsi con i requisiti della cd. Legge Maroni (243/2004), vigenti sino al 31.12.2007, ovvero 57 anni d’età e 35 di contributi (58 per le autonome), purchè si opti per il calcolo interamente contributivo. Per effetto dell’applicazione dell’adeguamento requisiti alla speranza di vita, ora l’età è di 57 anni + 3 mesi per le dipendenti, 58 + 3 per le autonome.
Questo regime sperimentale, come ribadiscono tutt’ora le circolari Inps sull’argomento, scadrà il 31.12.2015: ciò vuol dire che sarà necessario maturare i requisiti entro il 31.12.2014, poichè si dovrà applicare la finestra di 12 mesi, per le lavoratrici dipendenti; la data entro cui maturare i requisiti sarà, invece, il 31.06.2014 per le autonome, poichè a queste ultime si applica la finestra di 18 mesi.
Tuttavia, come recita la legge stessa, si tratta di un regime sperimentale, al termine del quale il Governo valuterà l’opportunità o meno del suo mantenimento: è probabile, dunque, dato che vi sono penalizzazioni in capo alle lavoratrici, che presto vengano stabilite delle proroghe.
Arriviamo, ora, alla dibattuta questione delle penalizzazioni: sulle percentuali di penalizzazione è stato detto tutto ed il contrario di tutto. In realtà, bisogna prima chiarire alcuni aspetti:
Su quale parametro si basa la percentuale di penalizzazione:
-se la basiamo sull’ultima busta paga, chiaramente la percentuale sarà alta: pensate che, con l’intero calcolo retributivo, ormai non più in vigore dal 2012, vi sarebbe comunque stata una penalizzazione minima del 20%;
-se la basiamo, invece, sulla pensione che avremmo avuto utilizzando interamente il retributivo, notiamo sempre una grossa differenza, che tuttavia non è solo dovuta alla metodologia di calcolo, ma anche, e soprattutto, alla decorrenza della pensione: chiaramente, spostando in avanti la data del pensionamento, per poter fruire del metodo retributivo-ordinario, stiamo versando vari anni di contributi aggiuntivi, e si tratta di cifre consistenti, in quanto si è raggiunto il massimo della carriera e degli scatti.
Molti lettori osserveranno che il confronto tra metodo interamente retributivo (sino al 2011) ed il contributivo dell’Opzione non avrebbe senso, poichè l’Opzione donna non può essere utilizzata da chi avrebbe avuto diritto al calcolo retributivo: in realtà, si tratta di un travisamento della normativa.
Le circolari Inps in materia, difatti, chiariscono che non può aver accesso all’Opzione chi avrebbe comunque avuto accesso alla pensione con i vecchi requisiti ordinari, ovvero quota 96 entro il 31.12.2011 (poi prorogato al 31.12.2012 per i dipendenti privati dalla Legge 92/2012),oppure, sempre per i dipendenti del settore privato, con il “salvacondotto” per i nati nel 1951 e 52.
Dunque, se la lavoratrice in questione usufruisce del calcolo retributivo sino al 2011 (poichè possiede almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995), ma non rientra in alcun salvacondotto particolare, ha comunque diritto di pensionarsi con l’Opzione.
– Tornando alla questione penalizzazioni, queste ultime sono molto più basse, se si confronta il metodo interamente contributivo con il metodo misto (retributivo sino al 31.12.1995, poi contributivo); vale, naturalmente, l’osservazione effettuata in precedenza, ovvero che la differenza non è, in questo caso, tanto dovuta alla metodologia di calcolo, quanto alle annualità versate in più. La divergenza, comunque, sarà tanto più bassa, quanto minori saranno le annualità di contributi accantonate precedentemente al 1995.
In conclusione, abbiamo osservato che non esiste una percentuale univoca di penalizzazione, e che moltissimo dipende dai parametri di riferimento: l’unica modalità sicura per conoscere l’importo esatto degli assegni è un calcolo, fatto da un professionista certificato, che assuma come parametro i contributi versati nell’intero arco della vita lavorativa, nonchè le settimane utili. Non lasciatevi ingannare dai software di calcolo: gli unici veritieri sono quelli studiati per i professionisti del settore, quelli che si reperiscono online gratuitamente sono “specchietti per le allodole”, distribuiti da siti di banche ed assicurazioni in modo da calcolare in automatico un’enorme penalizzazione sull’ultima busta paga, e spingere così il lavoratore a sottoscrivere fondi pensionistici integrativi.
Dott.ssa Secci Noemi
