In materia di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha chiarito che nel caso in cui il dipendente sia soggetto ad infortunio, l’azienda sarà tenuta a rispondere non solo qualora non abbia provveduto a fornire adeguati strumenti, ma altresì qualora non abbia provveduto ad organizzare le lavorazioni in modo idoneo.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 12244 del 20 maggio 2013, ha precisato che il datore di lavoro non esaurisce i suoi doveri in ambito di sicurezza fornendo al lavoratore tutti gli strumenti necessari e vigilando sul loro utilizzo, ma deve occuparsi anche di provvedere ad un’organizzazione del lavoro idonea. Ciò significa che le lavorazioni pericolose dovranno essere svolte con i giusti macchinari e non oltre l’orario di lavoro dal dipendente rimasto solo. Si sottolinea che la valutazione andrà svolta secondo cautele nei singoli casi da parte dell’azienda, poiché nemmeno la Corte ha potuto stabilire un criterio minimo omologo per tutte le attività.





