In tema di mancata regolarizzazione dei dipendenti, la Corte di Cassazione ha statuito che i verbali ispettivi dell’INPS sono soggetti al libero apprezzamento del giudice, che può valutarne l’importanza ai fini della prova del lavoro “in nero”.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 4462 del 25 febbraio 2014, ha chiarito che le dichiarazioni raccolte dai pubblici ufficiali non hanno alcun valore probatorio precostituito, neppure di presunzione semplice e, pertanto, non si può pretendere che le stesse vadano accolte o meno nella loro interezza, senza alcuna possibilità di vaglio critico da parte dell’organo giudicante.