TFR in busta paga: da oggi è possibile richiederlo

TFR in busta pagaPur in assenza dell’apposito decreto attuativo del Ministro del Lavoro (atteso in pubblicazione per i prossimo giorni) dal 1° marzo 2015 scatta per i lavoratori dipendenti del settore privato la possibilità di chiedere in busta paga l’anticipo del TFR maturato mensilmente (c.d. TFR in busta paga) sul quale, e’ bene ricordarlo in premessa, la tassazione e’ quella ordinaria marginale ( e non quella ridotta) e sulla quale si applicheranno le ordinarie addizionali regionali e comunali, con la possibile incidenza sulle prestazioni sociali collegate al reddito. L’anticipo del TFR non e’ gravato da imposizione contributiva e non rileva ai fini della corresponsione degli 80 euro mensili, confermati dalla legge n. 190/2014.

Questi sono i punti essenziali:

  1. L’anticipo può essere richiesto da tutti i lavoratori che operano nel settore privato con almeno 6 mesi di anzianità, con esclusione degli operai agricoli a tempo indeterminato e dei del settore domestico, dei dipendenti da aziende soggette a procedura concorsuale, o che hanno sottoscritto accordi di ristrutturazione del debito, dei prestatori di imprese in dopo un periodo di Cigs (unicamente in quest’ultimo caso, alle sole unità produttive interessate ), o che hanno ricevuto un finanziamento, dando in garanzia il TFR, fino alla scadenza dello stesso. I lavoratori, a tempo indeterminato, debbono essere in forza da almeno sei mesi.
  2. La richiesta, che non può essere revocata una volta presentata, riguarda il periodo compreso tra marzo 2015 e marzo 2018.
  3. L’anticipo entra in busta paga nel mese immediatamente successivo a quello di richiesta o 4 mesi dopo nel caso in cui il datore di lavoro richieda l’intervento di un Istituto di credito a seguito dell’accordo sottoscritto dall’ABI.
  4. Con la richiesta del lavoratore il TFR non è più a seconda delle ipotesi, accantonato in azienda, trasferito al Fondo di tesoreria dell’INPS o al fondo di previdenza complementare.

 

Fonte: DottrinaLavoro

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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