Parlamento: Legge Europea 2013-bis – Licenziamento Collettivo anche per Dirigenti

Il Parlamento ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014, la legge n. 161 del 30 ottobre 2014 , con le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea (c.d. Legge Europea 2013-bis).

Fonte: Gazzetta Ufficiale

 

Queste le disposizioni in materia di lavoro

  1. articolo 13Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro
  2. articolo 14Disposizioni in materia di del personale delle aree dirigenziali e del ruolo sanitario del Servizio sanitario  nazionale
  3. articolo 15Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, in materia di salute e sicurezza per il lavoro a bordo delle navi da pesca
  4. articolo 16Modifiche all’articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in materia di licenziamenti collettivi

Art. 13

Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di
salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro. Procedura di
infrazione n. 2010/4227.
1. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 28, comma 3-bis, sono aggiunti, in fine, i
seguenti periodi: «Anche in caso di costituzione di nuova impresa, il
datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso
idonea documentazione, dell’adempimento degli obblighi di cui al
comma 2, lettere b), c), d), e) e f), e al comma 3, e immediata
al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A
tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza»;
b) all’articolo 29, comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguenti
periodi: «Anche in caso di rielaborazione della valutazione dei
rischi, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza,
attraverso idonea documentazione, dell’aggiornamento delle misure di
prevenzione e immediata comunicazione al rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su
richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».

Art. 14

Disposizioni in materia di orario di lavoro del personale delle aree
dirigenziali e del ruolo sanitario del Servizio sanitario
nazionale. Procedura di infrazione n. 2011/4185.
1. Decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono abrogati il comma 13 dell’articolo 41 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6-bis dell’articolo 17
del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66.
2. Per fare fronte alle esigenze derivanti dalle disposizioni di
cui al comma 1, le e le province autonome di Trento e di
Bolzano garantiscono la continuita’ nell’erogazione dei servizi
sanitari e l’ottimale funzionamento delle strutture, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso una piu’
efficiente allocazione delle risorse umane disponibili sulla base
della legislazione vigente. A tal fine, entro il termine previsto dal
comma 1, le medesime regioni e province autonome attuano appositi
processi di riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture e
dei servizi dei propri enti sanitari nel rispetto delle disposizioni
vigenti e tenendo anche conto di quanto disposto dall’articolo 15,
comma 13, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
3. Nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 17 del decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, al fine
di garantire la continuita’ nell’erogazione dei livelli essenziali
delle prestazioni, i contratti collettivi nazionali di lavoro del
comparto sanita’ disciplinano le deroghe alle disposizioni in materia
di riposo giornaliero del personale del Servizio sanitario nazionale
preposto ai servizi relativi all’accettazione, al trattamento e alle
cure, prevedendo altresi’ equivalenti periodi di riposo compensativo,
immediatamente successivi al periodo di lavoro da compensare, ovvero,
in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti
di riposo compensativo non sia possibile per ragioni oggettive,
adeguate misure di protezione del personale stesso. Nelle more del
rinnovo dei contratti collettivi vigenti, le disposizioni
contrattuali in materia di durata settimanale dell’orario di lavoro e
di riposo giornaliero, attuative dell’articolo 41, comma 13, del
decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell’articolo 17, comma 6-bis,
del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, cessano di avere
applicazione a decorrere dalla data di abrogazione di cui al comma 1.

Art. 15

Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, in materia
di salute e sicurezza per il lavoro a bordo delle navi da pesca.
Procedura di infrazione n. 2011/2098.
1. All’allegato II al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298,
nell’osservazione preliminare, le parole da: «Gli obblighi previsti
dal presente allegato» fino a: «nave da pesca esistente» sono
sostituite dalle seguenti: «Gli obblighi previsti dal presente
allegato trovano applicazione, nella misura consentita dalle
caratteristiche strutturali della nave, ogniqualvolta lo richiedano
le caratteristiche del luogo di lavoro o dell’attivita’, le condi
zioni o un rischio a bordo di una nave da pesca esistente».

Art. 16

Modifiche all’articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in
materia di licenziamenti collettivi. Procedura di infrazione n.
2007/4652. Sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea
del 13 febbraio 2014 nella causa C-596/12.
1. All’articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «piu’ di quindici
dipendenti» sono inserite le seguenti: «, compresi i ,»;
b) dopo il comma 1-quater e’ inserito il seguente:
«1-quinquies. Nel caso in cui l’impresa o il datore di lavoro non
imprenditore, ricorrendo le condizioni di cui al comma 1, intenda
procedere al licenziamento di uno o piu’ dirigenti, trovano
applicazione le disposizioni di cui all’articolo 4, commi 2, 3, con
esclusione dell’ultimo periodo, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12, 14, 15 e
15-bis, e all’articolo 5, commi 1, 2 e 3, primo e quarto periodo.
All’esame di cui all’articolo 4, commi 5 e 7, relativo ai dirigenti
eccedenti, si procede in appositi incontri. Quando risulta accertata
la violazione delle procedure richiamate all’articolo 4, comma 12, o
dei criteri di scelta di cui all’articolo 5, comma 1, l’impresa o il
datore di lavoro non imprenditore e’ tenuto al pagamento in favore
del dirigente di un’indennita’ in misura compresa tra dodici e
ventiquattro mensilita’ dell’ultima retribuzione globale di fatto,
avuto riguardo alla natura e alla gravita’ della violazione, fatte
salve le diverse previsioni sulla misura dell’indennita’ contenute
nei contratti e negli accordi collettivi applicati al rapporto di
lavoro»;
c) al comma 2, le parole: «commi 1 e 1-bis» sono sostituite dalle
seguenti: «commi 1, 1-bis e 1-quinquies».

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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