Niente superminimo arretrato in caso di reintegra.

In materia di licenziamento illegittimo, la Corte di ha statuito che al lavoratore reintegrato in una diversa sede di servizio, a causa della soppressione dell’unità lavorativa originaria, va riconosciuto il dei danni, ma non spettano le voci retributive (superminimo individuale e assegno ad personam) considerate un surplus della retribuzione, se non dalla data di stipula dell’accordo aziendale.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 8124 del 3 aprile 2013, ha precisato che il suddetto accordo rappresenta uno jus variandi, stabilito dal datore di lavoro, che produce i propri effetti nei confronti del lavoratore solo dal momento dell’effettiva assegnazione nello stabilimento. Pertanto, il dipendente ha diritto al maggiorato delle nuove voci retributive solo dal momento della sua reintegra nel nuovo posto di lavoro, senza poter vantare alcuna pretesa per i mesi precedenti.

 

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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