Niente licenziamento per il dipendente che utilizza il PC aziendale per fini personali

compuer a lavoroCon Sentenza n. 22353 pubblicata il 2 novembre 2015, la Corte di ha affermato l’illegittimità del licenziamento operato da un’azienda nei confronti di un proprio dipendente che aveva utilizzato il pc aziendale per fini personali, scaricando la posta elettronica e navigando in internet.

Nonostante le comunicazioni fatte dall’azienda ai lavoratori, circa un uso più attento della strumentazione aziendale e il potenziale pericolo di virus informatici derivante dall’utilizzo improprio da parte del dipendente, secondo i giudici della Corte Suprema senza la quantificazione del tempo dedicato a tale attività e la prova che vi sia stato un rallentamento o un blocco dell’attività lavorativa che ha causato danno all’azienda, il licenziamento non è legittimo, ma va adottata una sanzione conservativa.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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