News: Istruzioni INPS per CIG in Deroga 2013

In con LaborTre, pubblichiamo una News relativa alle INPS per la Cassa Integrazione in Deroga – Anno 2013:

Con il messaggio n. 3718 del 1 marzo 2013, l’Inps detta le istruzioni e i necessari chiarimenti per il pagamento degli ammortizzatori sociali in deroga relativi all’anno 2013.

Le istruzioni diramate seguono quanto stabilito con le comunicazioni del 27 febbraio 2013 e 1° marzo 2013 fornite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che ha autorizzato l’INPS ad utilizzare le risorse finanziarie assegnate alle in base ai verbali di accordo sottoscritti dallo stesso Ministero e le singole o Province autonome.

Con i predetti accordi sono stati destinati, nell’ambito delle risorse di cui all’art.2, commi dal 64 al 67, della Legge 28 giugno 2012, n.92 e successive modifiche, 520 milioni di euro a valere su fondi nazionali per la concessione o per la proroga dei trattamenti di cassa integrazione guadagni, di mobilità e di disoccupazione speciale, in deroga alla vigente normativa, ai lavoratori subordinati a ed indeterminato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, delle imprese ubicate nella suddette Regioni.

L’Inps ricorda che, sarà possibile procedere all’erogazione delle prestazioni in deroga, solo ed esclusivamente dopo aver ricevuto la trasmissione del relativo e specifico provvedimento concessorio di competenza regionale contenente i nomi dei beneficiari ed il periodo di ammortizzatore concesso. In particolare, per quanto attiene la , non è stato più rinnovato l’istituto dell’anticipazione come già comunicato con il messaggio n.1051 del 17 gennaio 2013.

Inoltre viene precisato che  il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha ribadito che per gli interventi di ammortizzatori sociali in deroga il verbale di accordo deve essere sottoscritto in sede istituzionale, come previsto negli accordi ministeriali sottoscritti tra lo stesso Ministero e le singole Regioni e Province autonome. Pertanto, alla luce di quanto sopra, le domande di trattamento di integrazione salariale e di mobilità in deroga devono essere presentate unitamente al verbale di accordo sottoscritto in sede istituzionale.

ISTRUZIONI OPERATIVE PER IL TRATTAMENTO DI CIG IN DEROGA.

Per le autorizzazioni CIG IN DEROGA le Sedi dovranno inserire come numero decreto il numero “33333” e come codice intervento “699”. Appena il Ministero avrà emanato il decreto di stanziamento fondi per le Regioni, le Sedi utilizzeranno il numero di decreto corretto che sarà comunicato con un ulteriore messaggio di questa Direzione Centrale (contemporaneamente si provvederà, in automatico, a variare i numeri provvisori di “decreto” e “data”, inseriti precedentemente dalle sedi, con quelli corretti).

Si ricorda che non possono essere autorizzati con il numero di decreto “33333” periodi precedenti il 1° gennaio 2013.

Alla misura dei trattamenti da erogare dovranno essere applicate le riduzioni percentuali legislativamente previste, secondo i criteri impartiti con la della D.C. Prestazioni a sostegno del Reddito n.57 del 13 marzo 2007 e con i successivi messaggi n.20024 del 30 luglio 2010 e n.17338 del 25.10.2012, con il quale sono stati individuati i due diversi principi da seguire nel caso di concessione di cassa integrazione in deroga avvenuta senza soluzione di continuità o con soluzione di continuità rispetto alla data del 1 gennaio 2009. L’abbattimento dovrà essere applicato trascorsi 12 mesi di erogazione del trattamento di cassa integrazione in deroga per ogni singolo lavoratore.

Le aziende i cui lavoratori sono destinatari di cig in deroga e che non rientrano nelle previsioni della legge 223/91, e come tali escluse dall’obbligo del versamento del dello 0,90%, devono versare solo il addizionale limitatamente al periodo per il quale usufruiscono del trattamento di integrazione salariale in deroga. Il addizionale non è dovuto nel caso in cui l’azienda destinataria di trattamento di cig in deroga versi in una delle procedure concorsuali, così come previsto dall’art. 8 bis, legge 160/88.

ISTRUZIONI OPERATIVE PER IL TRATTAMENTO DI MOBILITA’ IN DEROGA

Le Sedi per liquidare il trattamento di mobilità dovranno utilizzare i CODICI DI INTERVENTO di seguito indicati:

Regione Codice
Lazio 572
Umbria 573
Sicilia 574
Liguria 575
Toscana 576
Lombardia 577
P.A. Trento 578
Abruzzo 579
Calabria 580
Basilicata 581
Campania 582
P.A. Bolzano 583
Emilia Romagna 584
Puglia 585
Sardegna 586
Valle D’Aosta 587
Veneto 588
Piemonte 589
Molise 590
Friuli Venezia Giulia 591
Marche 592

Alla misura dei trattamenti da erogare dovranno essere applicate le riduzioni percentuali legislativamente previste, secondo i criteri impartiti con la circolare della D.C. Prestazioni a sostegno del Reddito n.57 del 13 marzo 2007.

I criteri impartiti con la circolare 57 del 2007 prevedono che l’ di mobilità in deroga va abbattuta del 10% trascorsi 12 mesi effettivi (esclusi quindi i periodi di sospensione per ripresa attività lavorativa) di percezione dell’, stessa cosa succederà per i successivi 12 mesi, in cui si avrà l’abbattimento del 30% e per gli ulteriori 12 mesi in cui l’abbattimento sarà, da quel momento in poi, del 40%.

Prima di porre in pagamento le prestazioni l’Istituto dovrà verificare che i singoli lavoratori non abbiano perso lo status di disoccupato e che non sussistano altre cause ostative all’erogazione della prestazione.

Alle indennità di mobilità concesse in deroga alla normativa vigente, deve essere applicato il requisito dell’ “anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, ivi compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività, e astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro della lavoratrice in gravidanza e puerperio”, previsto dall’articolo 16, comma 1, della legge n.223/1991.

Messaggio Inps 3718 del 1 marzo 2013 e Allegati

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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