News: Illegittimo il licenziamento durante periodo di prova senza le mansioni, Licenziamento – retroattiva la Riforma Fornero rispetto al Collegato Lavoro, Esenzione IMU ed Enti non commerciali.

Modificata la relata di notifica della cartella di pagamento: Provvedimento

Con Provvedimento 5 marzo 2013, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato le modifiche al modello della relata di notifica della cartella di pagamento in conseguenza del disposto della Sentenza della Corte di n. 258/2012.

Con la citata pronuncia, infatti, la Suprema Corte aveva stabilito che nei casi previsti dall’art. 140 c.p.c. (irreperibilità relativa), la notificazione della cartella di pagamento deve essere effettuata con le modalità di cui all’art. 60, D.P.R. n. 600/73 e, nel caso in cui nel comune nel quale deve essere eseguita la notifica non vi sia né residenza né ufficio o azienda del contribuente (irreperibilità assoluta), la notifica deve avvenire secondo le modalità di cui all’art. 60, comma 1, alinea e lett. e), D.P.R. n. 600/73.

In sostanza, con la Sentenza n. 258/2012, la Corte ha inteso equiparare l’iter di notifica della cartella di pagamento e dell’avviso di accertamento nei casi di irreperibilità relativa.

 

Esenzione per enti non commerciali e comodato d’uso

Con Risoluzione 4 marzo 2013, n. 4, il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito che l’esenzione dall’IMU è applicabile anche nell’ipotesi in cui un immobile posseduto da un ente non commerciale venga concesso in comodato ad un altro ente non commerciale, o ad un altro ente non commerciale appartenente alla stessa struttura dell’ente concedente.

L’esenzione è applicabile in quanto l’ente che ha concesso gratuitamente l’immobile non ritrae comunque alcun reddito da tale concessione gratuita.

 

Esenzione IMU e mancato adeguamento dello statuto per gli enti non commerciali

Con Risoluzione 4 marzo 2013, n. 3, il Dipartimento delle Finanze ha chiarito che le associazioni no profit, e gli enti ecclesiastici potranno beneficiare dell’esenzione IMU per gli utilizzati anche se non hanno adeguato, entro il 31 dicembre 2012, lo statuto o il loro atto costitutivo ai requisiti generali previsti dal D.M. 19 novembre 2012, n. 200.

La sopracitata Risoluzione precisa, inoltre, che le attività istituzionali sono svolte con modalità non commerciali quando l’atto costitutivo o lo statuto dell’ente non commerciale prevedono:

  • gli utili non devono essere ridistribuiti salvo i casi previsti dalla legge o possono essere distribuiti a ENC della stessa struttura che svolgono la stessa attività istituzionale o “altre attività istituzionali direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente”;
  • gli avanzi di gestione devono essere reinvestiti per gli scopi istituzionali;
  • in caso di scioglimento, il patrimonio deve essere devoluto ad altro ente non commerciale che svolge “analoga attività istituzionale”.

La mancata indicazione delle mansioni non legittima il recesso per mancato superamento del

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 5404 del 5 marzo 2013, ha sancito che il licenziamento intimato al lavoratore per mancato superamento del periodo di prova è illegittimo, qualora nella lettera di assunzione non siano specificate le mansioni cui era assegnato il lavoratore stesso. La nullità del , infatti, comporta che il licenziamento sia illegittimo per mancanza di giusta causa o giustificato motivo.

Inoltre, con la medesima Sentenza, la Suprema Corte afferma che la interna all’azienda che disciplinava le mansioni intercambiabili tra la stessa e la società finanziaria collegata nell’erogazione dei servizi alla clientela non rileva ai fini di provare l’esistenza dell’interposizione di manodopera, vietata dalla legge e sollevata come motivo di ricorso dal lavoratore: tale documento, infatti, non può essere ritenuto prova incontrovertibile dell’esistenza di detta pratica illecita.

 

Licenziamento: la è retroattiva rispetto al Collegato Lavoro

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che, qualora il termine apposto al contratto di lavoro sia contenuto in una clausola successivamente dichiarata nulla, l’ omnicomprensiva prevista dal Collegato Lavoro deve considerare l’intero periodo decorrente dalla scadenza del termine alla pronuncia del provvedimento.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 5406 del 5 marzo 2013, ha precisato che il spettante al lavoratore, limitato alla somma corrispondente al triennio successivo alla data di cessazione, deve essere considerato eccessivamente limitato, poiché la somma deve coprire l’intero periodo intercorrente tra la data di cessazione e l’emanazione del provvedimento.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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