News di oggi: compensazioni e dichiarazioni infedeli, contratto con lavoratori socialmente utili, dimissione della lavoratrice madre e indennità di disoccupazione, apprendistato stagionale, lavoro intermittente e spettacolo, detassazione 2012.

Dichiarazioni infedeli: no alle compensazioni fiscali

Con Sentenza n. 2486/2013, la Corte di ha stabilito che le sanzioni, previste dall’art. 1, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, per infedele dichiarazione devono essere applicate anche nel caso in cui il maggior reddito accertato può essere azzerato con l’utilizzo di perdite pregresse.

Il sopracitato Decreto dispone infatti quanto segue: “Se nella dichiarazione è indicato, ai fini delle singole imposte, un reddito imponibile inferiore a quello accertato, o, comunque, un’imposta inferiore a quella dovuta o un credito superiore a quello spettante, si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della maggior imposta o della differenza del credito“.

 

Natura del contratto e diritto alla detrazione IVA: Cassazione

Con Sentenza 22 gennaio 2013, n. 1405, la Corte di Cassazione ha affermato che il diritto alla detrazione dell’IVA non si acquisisce automaticamente con l’emissione della fattura da parte del venditore.

Nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate aveva contestato l’assoggettamento di una vendita in parte ad imposta di registro ed in parte ad IVA, negando quindi il sorgere del diritto alla detrazione.

La Suprema Corte, confermando la posizione delle Entrate, ha precisato che l’Amministrazione finanziaria, in applicazione dell’art. 20, TUR, è legittimata, ai fini della corretta imposizione, a verificare l’intrinseca natura e il risultato giuridico concreto prodotto da un contratto registrato, prescindendo dal titolo o dalla forma apparente.

 

Il contratto con lavoratori socialmente utili non configura subordinazione per l’ente utilizzatore

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 2605 del 5 febbraio 2013 ha sancito che per l’infortunio occorso al lavoratore impiegato in lavori socialmente utili durante l’esecuzione delle opere previste, lo stesso deve essere indennizzato dall’INAIL e non dall’ente utilizzatore della prestazione.

La Suprema Corte, infatti, ha stabilito che tale attività lavorativa non configura un rapporto di tra l’ente e il lavoratore stesso, ma un’attività temporanea: pertanto, l’ente che utilizza lavoratori socialmente utili per progetti di varia natura, se non sono ravvisabili comportamenti omissivi o colpevoli, non è responsabile per il pagamento di eventuali , per le quali, invece, interviene l’Istituto assicurativo.

 

della lavoratrice madre e indennità di disoccupazione: interpello del Ministero del Lavoro

Con l’Interpello n. 6 del 5 febbraio 2013, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali interviene, in risposta ad uno specifico quesito avanzato dal Consiglio Nazionale dei , per fornire chiarimenti in ordine alla disciplina delle dimissioni volontarie presentate dalla lavoratrice madre nel periodo in cui vige il divieto di licenziamento (entro il compimento di un anno di età del bambino). In particolare, viene chiesto se a seguito delle modifiche introdotte dalla (necessità della convalida delle dimissioni per un periodo pari ai primi tre anni del bambino), la madre può usufruire dell’indennità di disoccupazione per il medesimo periodo.

Il Ministero del Lavoro chiarisce che, ai sensi dell’articolo 55, comma 1 del D.Lgs n. 151/2001, la lavoratrice madre/lavoratore padre ha diritto alla percezione delle indennità disposte nell’ipotesi di licenziamento, pertanto compresa quella di disoccupazione involontaria, esclusivamente qualora abbia presentato le dimissioni o sia stata licenziata entro il compimento di un anno del bambino.

 

Licenziamento: legittimo se il lavoratore si assenta dopo il rifiuto del datore alle ferie

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che qualora il dipendente si assenti dal posto di lavoro nonostante il datore abbia inequivocabilmente rifiutato la richiesta di ferie fuori programmazione, il provvedimento espulsivo dovrà considerarsi legittimo.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2618 del 5 febbraio 2013, ha precisato che, non solo deve essere considerato legittimo e fondato il licenziamento in presenza della suesposta violazione, ma dovranno anche considerarsi ininfluenti le giustificazioni relative allo stato di salute del lavoratore, che abbia omesso di presentarsi all’audizione per fornire le sue giustificazioni in relazione ad uno stato ansioso, che ha trovato origine nella del datore di lavoro.

 

Retribuzioni convenzionali 2013: INPS per la regolarizzazione di gennaio 2013

L’INPS, con la Circolare n. 17 del 5 febbraio 2013, rende noto che il Ministero del Lavoro ha determinato, per l’anno 2013, l’importo delle retribuzioni convenzionali per i lavoratori all’estero in Paesi non legati all’Italia da accordi in materia di sicurezza sociale.

A riguardo, l’Istituto fornisce le istruzioni operative per la regolarizzazione del mese di gennaio 2013, da effettuarsi entro il 16 maggio 2013, e per la compilazione dell’UniEmens.

 

professionalizzante in assenza di specifica disciplina

Il Ministero del Lavoro, nell’Interpello n. 4 del 5 febbraio 2013, fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di instaurare contratti di apprendistato professionalizzante (articolo 4, D.Lgs. n. 167/2011) da parte di azienda che “non applichi un CCNL, bensì un contratto individuale plurimo e, nel settore di attività della stessa manchi, altresì, un accordo interconfederale che regolamenti la materia“.

Il Ministero ritiene che, in tal caso, al fine di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, il datore di lavoro possa far riferimento ad una regolamentazione contrattuale di settore affine per definire sia i profili normativi che economici del contratto di apprendistato.

 

Apprendistato stagionale e obblighi di stabilizzazione: indicazioni ministeriali

Il Ministero del Lavoro, in risposta all’Interpello n. 5 del 5 febbraio 2013 posto da Federalberghi, ha fornito chiarimenti sulla corretta interpretazione dell’articolo 4, comma 5 del D.Lgs n. 167/2011, che contiene una particolare disciplina dell’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere da svolgersi “in cicli stagionali”.

In particolare, il Ministero ritiene che le previsioni di ordine generale sulla “stabilizzazione” degli apprendisti (almeno il 50% dei rapporti negli ultimi 36 mesi) non trovano applicazione nell’ambito delle attività stagionali.

In tal caso, agli apprendisti si applicano “le discipline contrattuali che assegnano eventuali diritti di precedenza ai fini di nuove per lo svolgimento delle attività stagionali presso il medesimo datore di lavoro“.

 

Lavoro intermittente per operatori addetti agli spettacoli teatrali

Il Ministero del Lavoro, in risposta all’istanza di Interpello n. 7 del 5 febbraio 2013, avanzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, fornisce indicazioni sul ricorso al contratto di lavoro intermittente per le attività, già previste nel RD n. 2657/1923 (n. 43 della tabella allegata), di operatori addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi, nonché da fotografi e intervistatori occupati in imprese dello spettacolo, anche per fini didattici.

In particolare, si precisa che l’espressione “anche per fini didattici” non è altro che un elemento chiarificatore meramente aggiuntivo e, di conseguenza, la sua assenza non preclude l’utilizzo di tale fattispecie contrattuale in relazione a tutte le figure suddette; inoltre, il lavoro intermittente è consentito indipendentemente dalla natura del soggetto datoriale, quindi, anche da parte di un’associazione senza fini di lucro.

 

2012: i chiarimenti del Welfare

Con l’Interpello n. 8 del 5 febbraio 2013, il Ministero del Lavoro, in risposta ad un’istanza del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, interviene in merito al ruolo delle rappresentanze sindacali e datoriali nella stipula degli accordi collettivi di secondo livello per l’applicazione della detassazione per l’anno 2012.

In particolare il Ministero precisa che detti accordi, per il 2012 dovevano essere stipulati:

  • dalle associazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, in caso di accordi territoriali;
  • dal datore di lavoro e dalle associazioni sindacali aziendali o territoriali ma sempre se maggiormente rappresentative sul piano nazionale, nel caso di accordi aziendali.
Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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