News di oggi: Compensazione IVA e Società in perdita sistematica, Compenso agli Amministratori, Dirigente e licenziamento per giustificatezza, Contributi 2013 Colf e Badanti, Assenza Ingiustificata del lavoratore e licenziamento.

Compensazione credito IVA e società in perdita sistematica

In risposta ad un quesito della stampa specializzata, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla decorrenza del blocco delle compensazioni IVA per i soggetti in perdita sistematica, introdotto dal D.L. n. 138/2011.

In particolare, la disposizione ha effetto dal 2013 in quanto il limite alla compensazione IVA opera solamente nel momento in cui, dalla dichiarazione, emerga una situazione di società in perdita sistematica.

Dato che il primo triennio di osservazione è quello 2009-2011, la prima annualità in cui la società poteva essere considerata di comodo è il 2012. Pertanto, il blocco alla compensazione del credito IVA nel Mod. F24 trova applicazione effettiva dal 2013.

 

Sindacabili i compensi agli amministratori:

Con Sentenza 11 febbraio 2013, n. 3243, la Corte di Cassazione ha chiarito, in tema di deducibilità delle spese per prestazioni di lavoro dipendente, che i compensi dei manager della società sono sindacabili da parte dell’Amministrazione finanziaria.

In particolare, la Suprema Corte ha precisato che “la deducibilità ai sensi dell’articolo 62 (ora articoli 60 e 95, n.d.r.) del dpr n. 917 del 1986 dei compensi degli amministratori non implica che gli uffici finanziari siano vincolati alla misura indicata in delibere sociali o contratti, rientrando nei normali poteri dell’ufficio la verifica dell’attendibilità economica delle rappresentazioni esposte nel bilancio e nella dichiarazione”.

 

In tempo di crisi il dirigente può essere licenziato per “giustificatezza”

La Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 3175 dell’11 febbraio 2013, intervenendo nel merito di un licenziamento di un dirigente di un’azienda in crisi, ha affermato che il provvedimento espulsivo adottato dal datore di lavoro è legittimo anche in mancanza di giustificato motivo oggettivo, ma è sufficiente la presenza del criterio di “giustificatezza“.

Nel caso in specie, l’azienda, in crisi, ha scelto di affidarsi ad un altro dirigente per il rilancio e tale motivo è di per sé sufficiente a licenziare il dirigente. Tra l’altro, precisa la Suprema Corte, il principio di libera recedibilità del rapporto con le figure dirigenziali non è intaccato dall’accenno all’impossibilità di trovare una diversa collocazione al manager fatto dall’azienda nella di recesso, in quanto l’obbligo di “” non trova applicazione per i .

 

Colf e badanti: l’importo dei contributi per il 2013

L’INPS, con la n. 25 dell’8 febbraio 2013, ha reso noto l’importo dei contributi dovuti per l’anno 2013 per i lavoratori domestici.

Si ricorda che i contributi devono essere versati trimestralmente entro il giorno 10 del mese successivo a quello in cui si è compiuto il trimestre solare e quindi:

  • 1° trimestre 2013 (gennaio – marzo): entro martedì 10 aprile 2013;
  • 2° trimestre 2013 (aprile – giugno): entro martedì 10 luglio 2013;
  • 3° trimestre 2013 (luglio – settembre): entro mercoledì 10 ottobre 2013;
  • 4° trimestre 2013 (ottobre – dicembre): entro venerdì 10 gennaio 2014.

 

Breve assenza ingiustificata del lavoratore: sproporzionata la sanzione del licenziamento

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei riguardi del dipendente, per l’indebita fruizione di un permesso di tre ore, autorizzato per raggiungere un’altra sede aziendale ed utilizzato, invece, per qualche motivo personale; a nulla rileva il precedente procedimento disciplinare nei confronti dello stesso lavoratore.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 3179 dell’11 febbraio 2013, ha precisato che non risulta accertato un danno a carico dell’azienda per disfunzioni organizzative ed il dipendente, impiegato di sesto livello, non svolge mansioni di tali da ledere, con la sua condotta antidoverosa, un profondo affidamento da parte del datore.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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