News del 09 Gennaio 2012

Rivalutazione terreni e partecipazioni: Legge di stabilità 2013
L’articolo 1, comma 473, Legge 24.12.2012, n. 228, c.d. “Legge di stabilità 2013”, intervenendo sull’art. 2, comma 2, D.L. n. 282/2002, dispone la riapertura della possibilità di rideterminare il costo di acquisto di:
– terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;
– partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto;
– posseduti alla data dell’1.01.2013, non in regime di impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.
È fissato al 30.06.2013 il termine entro il quale provvedere:
– alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;
– al versamento dell’imposta sostitutiva calcolata applicando al valore del terreno o della partecipazione risultante dalla perizia, le seguenti aliquote:
– 2% per le partecipazioni non qualificate;
– 4% per le partecipazioni qualificate e per i terreni;

Valenza probatoria del nuovo redditometro, verso la presunzione semplice:
Con Sentenza 20 dicembre 2012, n. 23554, la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo l’accertamento sintetico nei confronti di un contribuente che aderì al concordato fiscale del 1994. La pronuncia risulta di particolare interesse laddove, nella parte motiva della sentenza, afferma che “già nella formulazione anteriore a quella del D.L. n. 78/2010” l’accertamento sintetico utilizza presunzioni semplici per determinare il reddito complessivo del contribuente. La Suprema Corte fa intendere così quale sarà l’indirizzo giurisprudenziale sul nuovo redditometro: il giudice dovrà valutare se la personalizzazione dell’accertamento basato sul redditometro è sorretto da presunzioni gravi, precise e concordanti.

L’Impugnazione del condebitore rende nullo l’accertamento
Con Sentenza 8 gennaio 2013, n. 276, la Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità dell’accertamento dell’imposta di registro sulla base del verdetto della Ctr pronunciato nella causa iniziata da un altro comproprietario dell’appartamento. A riguardo, la sezione tributi della Suprema Corte si è attenuta al principio generale per cui il giudicato va assimilato agli elementi normativi e la relativa prova può anche essere fornita nel corso del giudizio di legittimità e fino all’udienza di discussione; inoltre la prova deve essere rilevata anche d’ufficio nel rispetto del principio del contraddittorio.

Patto di non concorrenza: il datore di lavoro non può decidere quando svincolare il lavoratore
In materia di patto di non concorrenza, la Corte di Cassazione ha chiarito che ai fini della legittimità del patto di non concorrenza stipulato con il lavoratore, sarà necessaria l’indicazione di un termine certo. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 212 dell’8 gennaio 2013, ha precisato che deve essere considerata del tutto illegittima la clausola, con la quale il datore di lavoro stabilisce un accordo di non concorrenza con il lavoratore non prevedendo una scadenza del vincolo.

Estensione del periodo di spettanza dell’ di maternità per le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS
L’INPS, con il Messaggio n. 371 dell’8 gennaio 2013, rende noto che:
– a seguito della Sentenza della n. 257/2012,
– alle lavoratrici/lavoratori iscritte alla Gestione Separata INPS che adottino o abbiano in affidamento preadottivo un minore,
– deve essere riconosciuta l’indennità di maternità/paternità per un periodo di 5 mesi.

Condotta illecita compiuta dal pc: recesso illegittimo se le credenziali di accesso non sono segrete
In materia di licenziamento disciplinare, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del recesso per giusta causa del datore di lavoro e la reintegra del dipendente, accusato di aver compiuto gravi illeciti dal proprio personal computer, qualora le credenziali personali di accesso risultino conosciute, in quanto pubblicate nella bacheca dell’ufficio.
Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 205 dell’8 gennaio 2013, ha precisato che dal momento che password e user id non sono segrete, chiunque avrebbe potuto mettere in atto la condotta illecita e, pertanto, spetta al datore l’onere della prova circa la personale del lavoratore.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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