Licenziato per soppressione del posto, successivamente assegnato al socio: illegittimo il licenziamento

Licenziato per soppressione del postoIn materia di licenziamento, la Corte di ha chiarito che deve considerarsi illegittimo il provvedimento espulsivo comminato al lavoratore per giustificato motivo oggettivo legato alla necessità di effettuare un riassetto organizzativo, se a fronte di questo la posizione prima occupata dal dipendente viene successivamente svolta dal socio.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 12242 del 12 giugno 2015, ha precisato che ai fini della legittimità del licenziamento legato ad una necessaria riduzione dei costi, non solo rimane a carico dell’azienda l’onere di provare l’effettiva necessità di procedere alla soppressione del posto, ma lo stesso non può considerarsi soppresso, qualora venga occupato dal socio. Il fatto che la mansione venga svolta da un soggetto non dipendente non rileva.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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