Il Lavoro Agile o Smart Working è Legge

lavoro agileIn con lo Studio Felsineo: Nella seduta del 10 maggio 2017, il Senato ha dato il definitivo via libera al Disegno di Legge n. 2233-B, con il quale è stata prevista l’introduzione di alcune tutele nel settore del non imprenditoriale (c.d. Jobs Act Autonomi) e la definitiva approvazione del Lavoro Agile, o Smart Working: si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Come indicato all’interno del Disegno di Legge, non si tratta di una nuova fattispecie contrattuale, bensì di una particolare modalità di svolgimento del rapporto di , con riferimento ai luoghi e ai tempi della prestazione, che mira ad una miglior conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, grazie ad innovative modalità di organizzazione delle prestazioni.

In particolare, viene prevista la possibilità di stipulare un accordo, tra Datore di Lavoro e Lavoratore, con il quale introdurre il Lavoro Agile, ossia prevedere la possibilità di svolgere la propria mansione senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con l’eventuale utilizzazione di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività.

La prestazione lavorativa sarà eseguita in parte all’interno dell’Azienda ed in parte all’esterno di essa (con l’assenza di una postazione fissa), con il solo rispetto dei limiti di durata massima dell’ giornaliero e settimanale, facendo riferimento a quanto previsto dalla normativa nazionale e dalla contrattazione collettiva.

L’accordo per l’introduzione del Lavoro Agile potrà essere a o a tempo indeterminato; in quest’ultimo caso è previsto che il recesso potrà avvenire con un preavviso non inferiore a 30 giorni.
In presenza di un Giustificato Motivo, ciascuna delle parti potrà recedere dall’accordo prima della scadenza (se l’accordo è a termine) o senza il rispetto del periodo di preavviso.

Per quanto riguarda il lato retributivo, viene espressamente previsto che al lavoratore “agile” spettano i medesimi trattamenti retributivi e normativi dei colleghi che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’Azienda.

Stessa previsione per quanto riguarda trattamenti incentivanti di tipo contributivo o fiscale: al lavoratore spetteranno gli eventualmente previsti in relazione ad incrementi di produttività ed efficienza del lavoratore subordinato che svolge la propria mansione interamente all’interno dell’Azienda.

 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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