News del 14 Gennaio: Dichiarazione IMU per enti non commerciali, ISEE, Deduzioni IRAP, Modello CUD 2013.

Dichiarazione per enti non commerciali: Risoluzione

Con Risoluzione 11 gennaio 2013, n. 1, il Dipartimento delle Finanze del Mef ha chiarito che gli enti non commerciali non devono presentare la dichiarazione IMU entro il 4 febbraio 2013, ma devono attendere la successiva emanazione del decreto di approvazione dell’apposito modello di dichiarazione, in cui verrà indicato anche il termine di presentazione della stessa.

La Risoluzione in commento precisa inoltre che la dichiarazione IMU relativa agli degli enti non commerciali deve essere unica e riepilogativa di tutti gli elementi rilevanti.

 

ISEE: in vista nuove modalità per il calcolo dell’indicatore

Il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole allo schema di decreto che stabilisce nuove modalità per il calcolo dell’indicatore della situazione reddituale.

In particolare il sopracitato decreto prevede di:

  • adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale, e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonché dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone a carico;
  • aumentare l’importo massimo da euro 5.165 a euro 7.000 per l’affitto registrato;
  • applicare al patrimonio familiare il tasso d’interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un punto percentuale in sostituzione del tasso di rendimento annuo dei titoli decennali del tesoro;

Per quanto riguarda i controlli dovranno essere trasmesse all’Agenzia delle entrate le informazioni relative all’esistenza dei rapporti finanziari nonché il valore sintetico delle componenti il patrimonio mobiliare.

  Si ricorda infine che, in caso di scadenza delle domande e di assenza di dell’ISEE, si consente al cittadino di presentare la richiesta con la ricevuta della presentazione della DSU, rinviando a un momento successivo il controllo di qualità.

 

Deduzioni : Legge di stabilità 2013

La Legge 24 dicembre 2012, n. 228, c.d. “Legge di stabilità 2013“, commi 484 e 485, ha incrementato le deduzioni IRAP, c.d. “cuneo fiscale”, nonché l’ulteriore deduzione differenziata a seconda dell’ammontare del valore della produzione, a decorrere dal 2014.

In particolare, per ciascun dipendente a tempo indeterminato, è prevista la deducibilità di un importo forfetario pari a:

  • 7.500 euro ovvero, per le donne lavoratrici o di età inferiore a 35 anni, 13.500 euro
  • 15.000 euro ovvero, per le donne lavoratrici o di età inferiore a 35 anni, 21.000 euro, c.d. “deduzione maggiorata”, per ogni lavoratore impiegato in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Inoltre, è incrementata l’ulteriore deduzione dalla base imponibile IRAP, di cui all’art. 11, comma 4-bis, D.Lgs. n. 446/97, spettante a Snc, Sas e soggetti equiparati e persone fisiche imprenditori:

  • con un valore della produzione non superiore a euro 180.759,91, la deduzione è pari a 8.000 euro + 2.500 euro, e solo 8.000 euro per altri soggetti;
  • con un valore della produzione superiore a euro 180.759,91 ma non a euro 180.839,91, la deduzione è pari a 6.000 euro + 1.875 euro, e solo 6.000 euro per altri soggetti;
  • con un valore della produzione superiore a euro 180.839,91 ma non a euro 180.919,91, la deduzione è pari a 4.000 euro + 1.250 euro, e solo 4.000 euro per altri soggetti;
  • con un valore della produzione superiore a euro 180.919,91 ma non a euro 180.999,91, la deduzione è pari a 2.000 euro + 625 euro, e solo 2.000 euro per altri soggetti;
  • con un valore della produzione superiore a euro 180.999,91 la deduzione non spetta.

Imprese con meno di 15 dipendenti: il miglioramento dei risultati economici può giustificare il licenziamento

La Corte di , con la Sentenza n. 579 dell’11 gennaio 2013, è entrata nel merito della sussistenza del giustificato motivo oggettivo di licenziamento nelle imprese con meno di 15 dipendenti, sancendo che, in tale ambito, la volontà dell’imprenditore di migliorare i risultati economici dell’azienda mediante una riorganizzazione dell’organico è motivazione legittima per un licenziamento.

Nel caso in specie, facendo leva sul principio costituzionale della libertà economica, la Suprema Corte ha stabilito il diritto dell’azienda di porre in atto cambiamenti organizzativi tali da poter migliorare la redditività dell’impresa, anche nel caso questi cambiamenti comportino la riduzione del personale dipendente e la sua sostituzione con un socio-lavoratore. I giudici non possono contestare le scelte dell’imprenditore, ma limitarsi a verificare l’oggettiva sussistenza dei motivi adottati dal datore di lavoro.

 

Approvato il Modello CUD 2013

È stato approvato, con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. prot. 3990/2013 dell’11 gennaio 2013, lo schema di certificazione unica, CUD 2013 che il sostituto d’imposta deve utilizzare per certificare i compensi e le retribuzioni corrisposte, nel periodo d’imposta 2012, nonché ai cessati in corso del 2013.

Tra le novità previste dal modello si segnala l’introduzione di:

  • nuovi campi al fine della certificazione delle operazioni di assistenza fiscale prestata dal sostituto d’imposta nell’anno 2012 relativamente alla cedolare secca;
  • nuovi campi (campo 123 “Eccedenze” e 126 “Anni residui”) relativamente ai lavoratori di prima occupazione;
  • nuovi codici CA, CB, CD e CE da inserire nel campo Annotazioni per evidenziare l’operato del sostituto d’imposta colpito dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012.

Azione penale per il di evasione contributiva anche in caso di mancato perfezionamento dell’iter per la definizione in sede amministrativa

Con riferimento al reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’azione penale risulta esercitata ritualmente anche qualora non si sia perfezionato il procedimento per la definizione del contesto in sede amministrativa.

  Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 1448 dell’11 gennaio 2013, ha sottolineato che l’invio del decreto di citazione a giudizio nei confronti del datore di lavoro, contenente l’indicazione solo parziale degli elementi propri dell’avviso di accertamento (manca l’avvertimento che il pagamento entro tre mesi permette di beneficiare della causa di non punibilità) non determina l’improcedibilità dell’azione penale.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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