Infortunio di un giorno: nessun obbligo per Colf e Badanti

infortunio di un giornoIn riferimento al nuovo obbligo di presentare la denuncia dell’infortunio di un giorno solo (con esclusione del giorno dell’evento stesso), Assindatcolf, che è l’Associazione Nazionale dei Datori di , in data 13 ottobre 2017 ha diramato un proprio comunicato con il quale ricorda che tale nuovo obbligo non viene esteso per i lavoratori domestici, quali Colf e Badanti.

 

 

IL CONTENUTO DEL COMUNICATO STAMPA

Nessun obbligo per i datori di lavoro domestico di comunicare all’Inail gli di lavoro lievi, ovvero quelli che comportino un’assenza di almeno 1 giorno (ad esclusione di quello in cui avviene l’evento), anche quando si tratta di prestazioni occasionali”.

È quanto comunica Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, componente Fidaldo e aderente Confedilizia.

Dal 12 ottobre infatti, – spiega l’Associazione – sono entrare in vigore le nuove disposizioni che impongono a tutti i datori di lavoro l’obbligo di comunicare all’Inail, per via telematica e per il suo tramite al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), i dati relativi agli infortuni dei lavoratori subordinati, autonomi o ad essi equiparati, che comportino l’assenza di almeno 1 giorno, così come previsto dall’art. 18, comma 1, lettera r) del D. Lgs n. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro).

Tuttavia, nella dell’Inail di ieri (Circolare INAIL n. 42/17), negli ambiti di applicazione e di esclusione della nuova procedura manca uno specifico riferimento ai lavoratori domestici che, al contrario, ai sensi all’art. 2, comma 1, lettera a) del Testo Unico, vengono esplicitamente esclusi dalla definizione di “lavoratore” e quindi anche dalla relativa applicazione delle nuove disposizioni.

E ancora, – continua l’Associazione dei datori di lavoro domestico – viene inoltre precisato (art. 3, comma 8) che la stessa esclusione avviene anche nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni di lavoro accessorio in ambito domestico”.

“Come già avveniva in precedenza, – conclude Assindatcolf – il datore di lavoro domestico è, quindi, solo tenuto alla degli infortuni con prognosi superiore ai 3 giorni, come previsto dall’art. 53 del d.p.r. 30/06/1965 n. 1124 e s.m.i, utilizzando l’apposito modulo 4bis RA, tramite raccomandata a.r. o, per coloro che ne fossero in possesso, tramitela PEC.

Non è previsto, infatti, l’obbligo della comunicazione con modalità telematica come per tutte le altre categorie di datori di lavoro (Circolare Inail n. 34 del 27/06/2013)”.

 

 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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