News del 16 Gennaio: Incremento aliquote IVA, Beni importati dalla Svizzera e IVA, Indice TFR Dicembre, Domande pensionamento “lavori usuranti”.

Incremento aliquote IVA: Legge di stabilità 2013

L’articolo 1, comma 480, Legge 24 dicembre 2012, n. 228, c.d. “Legge di stabilità 2013“, modificando l’art. 40, comma 1-ter, D.L. n. 98/2011 (c.d. “Manovra Correttiva”) ha disposto l’incremento, a partire dal 1° luglio 2013, dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22%.

In particolare, si ricorda che il citato art. 40, come modificato dall’art. 21, D.L. n 95/2012, prevedeva l’aumento delle aliquote IVA del 10% e 21% di 2 punti percentuali nel periodo 1.7 – 31.12.2012 e la rideterminazione delle stesse, dall’1.1.2014, nella misura dell’11% e del 22% qualora entro il 30.6.2013 non fosse entrata in vigore la Riforma fiscale.

Di fatto, la Legge di stabilità 2013 anticipa l’applicazione dell’aliquota ordinaria del 22%, ridimensionando l’aumento ad un solo punto percentuale e non due; inoltre, non sono previsti ulteriori innalzamenti dal 2014 per l’aliquota ordinaria e restano ferme al 10% l’aliquota la ridotta e al 4 % la super ridotta.

 

Beni importati dalla Svizzera e IVA:

Con Sentenza 15 gennaio 2013, n. 1863, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’IVA all’importazione è dovuta, in linea generale, anche nelle importazioni dalla Svizzera.

Secondo la Suprema Corte, l’IVA sull’importazione non deve confondersi con i dazi doganali e le tasse ad effetto equivalente, aboliti in base all’accordo 19 dicembre 1992 tra Cee e Svizzera e non più dovuti, così come il di evasione dell’IVA all’importazione non deve confondersi con il di evasione dei dazi doganali.

 

Indice TFR del mese di dicembre 2012

L’Istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di dicembre 2012 è pari a 106,5 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2011 è pari a 2,403846; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà 3,302885.

 

Leso il rapporto fiduciario: legittimo il licenziamento per giusta causa

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 802 del 15 gennaio 2013 ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa intimato dal datore di lavoro al dipendente che aveva rubato sessanta litri di carburante.

Nel caso in specie, infatti, la Suprema Corte ha respinto il ricorso della lavoratrice che riteneva sproporzionata la sanzione rispetto al fatto commesso, giudicando fondata, invece, la motivazione avanzata dal datore di lavoro, da ricercarsi nella lesione del rapporto fiduciario.

INPS: entro il 1° marzo le domande di pensionamento per i “lavori usuranti”

L’INPS, con il Messaggio n. 876 del 15 gennaio 2013, ricorda che il 1° marzo 2013 scade il termine entro il quale i lavoratori addetti a lavori particolarmente faticosi e pesanti, di cui al D.Lgs n. 67/2011, che maturano i requisiti per l’accesso anticipato al trattamento pensionistico dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013, devono presentare le domande di accesso al trattamento stesso.

Nel ricordare i requisiti necessari all’accesso al trattamento pensionistico anticipato vigenti per l’anno 2013, l’Istituto previdenziale chiarisce che la modulistica per le istanze è disponibile on-line, al sito www.inps.it sezione modulistica, e le domande vanno presentate alle competenti strutture territoriali.

 

Niente licenziamento per il dipendente perseguitato che ingiuria il superiore

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che, in conseguenza dei numerosi attacchi e delle umiliazioni subite, pronuncia frasi ingiuriose durante un diverbio con il superiore.

  Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 807 del 15 gennaio 2013, ha chiarito che lo sfogo del lavoratore in un momento di rabbia è il risultato di un disegno persecutorio dell’azienda, finalizzato ad indurre il dipendente alle e, pertanto, non costituisce una giusta causa di recesso da parte del datore di lavoro.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *