Illegittimo il licenziamento se non previsto dal CCNL

licenziamento illegittimoLa Corte di , con la Sentenza n. 25047 pubblicata l’11 dicembre 2015, ha condannato un’azienda alla reintegra del lavoratore, nonché al pagamento delle retribuzioni arretrate, perché l’addebito contestato a fondamento del licenziamento per giusta causa non rientrava e non era riconducibile alle condotte passibili di tale sanzione previste dal CCNL.

L’azienda sosteneva comunque la liceità del licenziamento perché il fatto contestato sussiste: i giudici della Suprema Corte hanno però precisato che non possono trovare applicazione le disposizioni sostanziali di cui all’articolo 18 post Legge n. 92/2012 (), in quanto il licenziamento è avvenuto prima dell’entrata in vigore della norma e, senza indicazioni contrarie, non può valere un principio di retroattività.

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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