Decesso del Lavoratore: la Guida dei Consulenti del Lavoro

decesso del lavoratoreQuali sono gli adempimenti in capo al Datore di Lavoro nel malaugurato caso in cui si verifichi il Decesso del Lavoratore?

La Fondazione Studi ha riassunto in una guida – gratuita per gli iscritti – tutte le regole da rispettare in caso di decesso del lavoratore, soffermandosi anche sulla tassazione delle somme già corrisposte al lavoratore o spettanti agli eredi.

 

 

Decesso e risoluzione per causa di forza maggiore

Il decesso del lavoratore comporta la risoluzione del rapporto di lavoro per causa di forza maggiore. Di conseguenza il datore di lavoro deve provvedere ai seguenti adempimenti:
• comunicare al Centro per l’Impiego l’avvenuta risoluzione del rapporto;
• versare a favore dei soggetti indicati dalle legge il trattamento di fine rapporto, l’ sostitutiva di preavviso, nonché tutte le altre competenze (retribuzione, ratei di tredicesima, ferie non godute, ecc.).

Il datore di lavoro prima di provvedere al pagamento delle somme agli eredi deve chiedere agli aventi diritto la seguente documentazione:
• lo stato di famiglia;
• l’atto di morte del defunto;
• nel caso in cui i richiedenti siano il coniuge e/o i figli del defunto, l’atto notorio da cui risulti che tra defunto e il coniuge non è mai stata pronunciata sentenza di divorzio o di separazione;
• un atto notorio presentato da parenti o affini attestante il rapporto di parentale entro il terzo grado o di affinità entro il secondo nonché della vivenza a carico;
• copia del testamento del lavoratore.

Nel caso in cui il lavoratore non abbia disposto per testamento e occorra procedere secondo le norme della successione legittima, in questo caso occorre un atto notorio da cui risultino le seguenti informazioni:
• che non esiste testamento;
• che non sussiste tra i superstiti del defunto alcuno dei soggetti indicati nell’art 2122 c.c.;
• la generalità e il grado di parentela degli eredi legittimi.

In presenza di , il decreto del giudice tutelare che dispone l’accettazione delle spettanze, sull’entità della quota e che autorizza il legare rappresentante del minore a ritirare la quota stessa.

 

 

 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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