Dal 2016 aumentano i giorni di congedo al padre lavoratore

giorni di congedo al padre lavoratoreLa legge di stabilità 2016 (nella versione approvata dal Senato, ora all’esame della Camera) introduce l’aumento di due giorni ulteriori del congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente.

La disposizione è recata nel comma 109 dell’art. 1 del predetto DDL. Recita tale novella che il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, che comunque andrà fruito entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, nonché il congedo facoltativo da utilizzare nello stesso periodo in alternativa alla madre che si trovi in astensione obbligatoria, previsti in via sperimentale per gli anni 2013, 2014 e 2015 dall’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono prorogati sperimentalmente per l’anno 2016 ed il congedo obbligatorio è aumentato a due giorni, che possono essere goduti anche in via non continuativa. Ai medesimi congedi, obbligatorio e facoltativo, si applica la disciplina recata dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 22 dicembre 2012 .

Il decreto del ministero del lavoro citato, definiva misure sperimentali per gli anni 2013, 2014 e 2015, al fine di promuovere una cultura di maggiore condivisione dei compiti genitoriali e favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: la valenza della misura è quindi ora prorogata a tutto il 2016. Va anche precisato che – come la precedente – la nuova misura si applica anche al padre adottivo o affidatario.

Per i giorni di congedo sopra detti, al dipendente spetterà un’ giornaliera interamente a carico dell’INPS. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata , fatti salvi i casi in cui sia previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS, come previsto per l’indennità di maternità in generale. Rimane anche la previsione per la quale nel caso di congedo facoltativo, il padre lavoratore allega alla richiesta una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante per un numero di giorni equivalente a quello fruito dal padre, con conseguente riduzione del congedo medesimo.

La predetta documentazione andrà trasmessa anche al datore di lavoro della madre. La disciplina è rivolta a tutti lavoratori dipendenti di privati datori di lavoro, i lavoratori parasubordinati nonché quelli con contratto di e i soci di società cooperative. In caso di parto plurimo, la durata del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo del padre non subisce variazioni in aumento.

 

Fonte: ANCLSU

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *