Cumulo contributivo per i Liberi Professionisti: la Circolare dei Consulenti del Lavoro

Cumulo contributivo per i Liberi ProfessionistiCumulo contributivo per i Liberi Professionisti: con circolare n. 9/2017 la Fondazione Studi dei  analizza le indicazioni della INPS n.140 del 12 ottobre 2017, in riferimento ai quattro trattamenti pensionistici che possono essere ottenuti in regime di cumulo ex L. 228/2012, fornendo numerosi esempi relativamente al metodo di calcolo della pensione.

Il 12 ottobre 2017 l’Inps ha rilasciato l’attesa Circolare n. 140 che fornisce, d’intesa con il Ministero del Lavoro, i criteri interpretativi e operativi di una norma che ha atteso quasi dieci mesi prima di essere pienamente operativa: il cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti in presenza di periodi di contribuzione anche presso Enti di previdenza privati.

Il metodo di accesso al pensionamento con il ‘cumulo’ era stato originariamente introdotto dal Monti nella cornice della Legge di stabilità del 2012 (L. 228/2012, art. 1, cc. 239-249).

L’obiettivo di correggere le storture del costo delle operazioni di ricongiunzioni onerose, venutesi a creare con la L. 122/2010 per consentire un ‘dialogo’ agile fra le gestioni Inps, non trovò tuttavia alcuna realizzazione, in quanto i requisiti richiesti dalla norma nella sua prima formulazione erano eccessivamente restrittivi.

L’accesso in cumulo era, infatti, possibile esclusivamente per la pensione di vecchiaia, di inabilità e ai superstiticondizione che l’assicurato non fosse già titolare di un trattamento pensionistico diretto in una delle Gestioni Inps e non avesse maturato i requisiti per accedere autonomamente a pensione (20 anni di contributi nel caso della pensione di vecchiaia).

L’ambito di operatività del cumulo, oltretutto, era ristretto alle sole Gestioni Inps (FPLD, Gestioni dei Lavoratori Autonomi, Gestione Separata, etc…risultando del tutto inutilizzabile per quei soggetti che, pur avendo dieci anni di contributi in una Gestione (es. Ex Inpdap), avendo già maturato i 20 anni presso l’ Generale Obbligatoria, perdevano la possibilità di cumulare gratuitamente le due posizioni contributive per accedere alla pensione di vecchiaia.

La Legge di stabilità del 2017 (L. 232/2016) ha profondamente rivoluzionato la norma del 2012 in tre diverse direzioni: da un lato consentendo l’utilizzo del cumulo contributivo anche per la pensione anticipata, dall’altro sopprimendo il requisito restrittivo della mancanza di maturazione del requisito in una delle forme ‘cumulate’.

Ma la terza e più incisiva novità riguarda l’inclusione, nell’ambito di operatività del cumulo gratuito, anche della contribuzione accantonata presso gli Enti di previdenza obbligatoria privati (di cui ai D. Lgs. n.509 del 1994 e n.103 del 1996), vale a dire le Casse previdenziali per liberi professionisti iscritti ad albo.

Le conseguenze di tale sdoganamento hanno tuttavia costretto l’Istituto a formulare una riserva dell’applicabilità concreta del cumulo nei confronti delle Casse libero-professionali (asseverata dalla premessa della Circolare n. 60/2017, dedicata al cumulo ‘interno’ delle contribuzioni Inps) che, da gennaio 2017, è stata sciolta soltanto per intervento diretto del Ministero del Lavoro con parere del 9 ottobre 2017, determinando l’immediata pubblicazione della Circolare n. 140 dell’Istituto, dedicata al cumulo ‘trasversale’ fra le contribuzioni Inps e quelle degli Enti di previdenza privati.

I trattamenti pensionistici che possono essere ottenuti in regime di cumulo ex L. 228/2012 sono quattro:

  • Pensione di Vecchiaia (progressiva);
  • Pensione Anticipata;
  • Pensione di Inabilità;
  • Pensione ai Superstiti.

 

 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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