CUD 2013 in via Telematica – il cartaceo solo su richiesta, depressione e licenziamento per superamento periodo comporto, Abbandono del posto di lavoro e licenziamento, Chiarimenti in materia di co.co.pro.

CUD 2013 online: invio cartaceo solo su richiesta

Il comma 114, art. 1, Legge 24 dicembre 2012, n 228 (c.d. “Legge di stabilità 2013“) ha previsto che, da quest’anno, gli enti previdenziali non invieranno più il CUD in forma cartacea se non su espressa richiesta dell’interessato. Il canale principale sarà quello telematico.

Sono attesi chiarimenti da parte dell’INPS, in vista della scadenza del 28 febbraio.

 

Codici tributo per le tasse sugli aerei: Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate

Con Risoluzione 20 febbraio 2013, n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha istituito nuovi codici tributo per consentire ai gestori dei servizi aeroportuali il versamento, mediante modello F24, dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco e della sanzione amministrativa per inadempienza agli obblighi di (art. 6-quater, D.L. n. 7/2005).

In particolare, le nuove causali sono le seguenti:

  • IADP“, denominata “Incremento addizionale passeggeri”;
  • SADP“, denominata “Sanzione amministrativa per incremento addizionale passeggeri – omessa comunicazione”

La depressione non salva il lavoratore dal licenziamento per superamento del periodo di

La Corte di , con la Sentenza n. 4207 del 20 febbraio 2013, è intervenuta nell’ambito di un caso di licenziamento affermando che il licenziamento per superamento del periodo di comporto stabilito dal CCNL è legittimo, anche se l’attività di call center svolta dal lavoratore può essere concausa della depressione che ha colpito il lavoratore.

Ciò non toglie, precisa la Suprema Corte, che, senza una prova certa che l’attività lavorativa sia la causa unica della malattia, i periodi di assenza non possono non essere conteggiati ai fini del raggiungimento del limite stabilito dal CCNL di conservazione del posto: pertanto, il licenziamento per superamento del periodo di comporto operato dall’azienda è legittimo.

 

SAN.ARTI: istituito il codice tributo per i versamenti in F24

Con la Risoluzione n. 12/E del 20 febbraio 2013 l’Agenzia interviene in merito all’Istituzione della causale contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi a favore dell’Ente Bilaterale “Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i Lavoratori dell’Artigianato”, SAN.ARTI.

In particolare con la Risoluzione in esame è stata istituita la causale “ART1” denominata “Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i Lavoratori dell’Artigianato – SAN.ARTI”.

 

Niente licenziamento per abbandono del posto di lavoro senza danno all’azienda

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo per giusta causa inflitto al lavoratore per abbandono del posto di lavoro, laddove tale comportamento non abbia determinato alcun danno all’impresa.

  Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 4197 del 20 febbraio 2013, ha precisato che il recesso del datore di lavoro risulta sproporzionato, in quanto secondo le deposizioni dei testi la condotta del dipendente non ha interrotto il ciclo produttivo e lo stesso regolamento disciplinare aziendale prevede il licenziamento soltanto per le condotte ingiustificate che arrecano un pregiudizio all’impresa ed ai suoi beni.

 

Ulteriori chiarimenti in materia di contratto di a progetto

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la n. 7 del 20 febbraio 2013, fornisce alcuni chiarimenti in merito alla possibilità di utilizzo del contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto con riferimento a due specifici ambiti settoriali:

  • il lavoro svolto all’interno di organizzazioni non governative (ONG/ONLUS) e di organizzazioni aventi finalità socio/assistenziali e sanitarie;
  • le attività svolte nel settore commerciale dai cosiddetti promoter.

Per quanto concerne il lavoro svolto all’interno di ONG/ONLUS e organizzazioni aventi finalità socio/assistenziali e sanitarie, il Ministero precisa che “ove l’attività del collaboratore sia connotata da elementi di specificità puntualmente declinati nel progetto e finalizzati al raggiungimento di un autonomo risultato conseguito attraverso una attività che presenti margini di autodeterminazione del prestatore, appare possibile l’utilizzo della tipologia contrattuale in esame”.

Con riferimento, invece, alla figura del promoter, il Ministero ritiene che la stessa risulti difficilmente inquadrabile nell’ambito di un genuino rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto, pur risultando astrattamente riconducibile ad altri rapporti di natura autonoma.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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