CCNL Socio Assistenziale AGIDAE: accordo del 21/12/2016

ccnl socio assistenziale agidaeIn riferimento al CCNL Socio Assistenziale AGIDAE, le Organizzazioni Sindacali firmatarie, a conclusione delle assemblee dei lavoratori, hanno dichiarato l’ipotesi di accordo del 21/12/2016 approvata e quindi applicabile al personale dipendente dalle istituzioni socio-assistenziali aderenti.
Essa decorre dal 01/01/2017 al 31/12/2019.

Le principali novità:

Tabelle retributive
In attesa del testo definitivo del CCNL vanno erogati gli aumenti decorrenti dal mese di gennaio entro il corrente mese di febbraio

Categorie Paga conglobata dal 1/1/2017 Paga conglobata dal 1/1/2018 Paga conglobata dal 1/1/2019
A 1.000,00 1.012,80 1.032,07
A2 1.340,18 1.357,40 1.383,22
A3 1.383,54 1.401,31 1.427,98
B2 1.445,22 1.463,78 1.491,64
C1 1.494,55 1.513,75 1.542,55
C2 1.556,61 1.576,61 1.606,61
D 1.598,03 1.618,56 1.649,36
D1 1.685,10 1.706,75 1.739,23
E1 1.776,08 1.798,90 1.833,13
E2 1.883,04 1.907,24 1.943,53
F1 1.991,04 2.016,63 2.055,00
F2 2.098,00 2.124,95 2.165,39

Professionalizzante
Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni nella misura massima del 30% del personale dipendente compreso quello assunto a .
La durata minima del contratto di apprendistato è pari a 6 mesi. Il rapporto di apprendistato si estingue in relazione alle qualifiche da conseguire secondo le scadenze di seguito indicate:
– Cat. A2: 6 mesi
– Cat. A3: 12 mesi
– Cat. B2: 24 mesi
– Cat. C1: 24 mesi
– Cat. C2: 24 mesi
– Cat. D: 36 mesi

Il periodo di apprendistato effettuato presso altri Istituti, le ore di formazione per l’acquisizione di competenze di base e trasversali e le ore di formazione professionalizzante saranno riconosciute dal nuovo Datore di lavoro, anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi, purché per la formazione professionalizzante, l’addestramento si riferisca alle stesse attività e non sia intercorsa, tra un periodo e l’altro, una interruzione superiore ad un anno.
I livelli di inquadramento professionale ed il conseguente trattamento economico per i lavoratori assunti con contratto di apprendistato saranno i seguenti:
– 80% della retribuzione, per la prima metà del periodo di apprendistato;
– 90% della retribuzione, per la seconda metà del periodo di apprendistato.
Alla fine dell’apprendistato il livello di inquadramento sarà quello corrispondente alla qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente conseguita.

Contratto a tempo determinato
E’ consentito il ricorso al contratto a tempo determinato di durata non superiore a trentasei mesi, comprensivo di eventuali proroghe. Qualora il numero delle proroghe sia superiore a 5, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della sesta proroga.
E’ consentita la stipula di un contratto a tempo determinato in aggiunta ad un sussistente contratto a tempo indeterminato, sia per ragioni di carattere sostitutivo, che per ragioni di carattere organizzativo e produttivo.
Sono consentite le proroghe fino a un massimo di 5 volte nell’arco dei complessivi trentasei mesi, a prescindere dal numero di contratti a tempo determinato.
Concorrono al raggiungimento dei 36 mesi anche i periodi di lavoro prestati nell’Istituto in regime di somministrazione, calcolati nell’ultimo quinquennio.
Il numero massimo di lavoratori che possono essere assunti con contratto di lavoro a termine, da ciascun Datore di lavoro, è pari al 20% del numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato, in forza nell’Istituto al 1° gennaio dell’anno di assunzione. Il limite percentuale vale per gli Istituti che occupano più di 5 dipendenti; per gli Istituti che occupano fino a 5 dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. Nel computo dei lavoratori assunti a tempo indeterminato non devono essere compresi i lavoratori accessori, i contratti di , i lavoratori a tempo indeterminato. I lavoratori assunti con contratto part-time andranno conteggiati secondo la disciplina generale di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 61/2000 ovvero vengono conteggiati in organico in proporzione all’orario svolto rapportato al tempo pieno.
II termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a 36 mesi.
La proroga è ammessa, fino ad un massimo di cinque volte per un periodo non superiore a 36 mesi, indipendentemente dal numero dei rinnovi, a condizione che si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato.
Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione globale in atto per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20% fino al decimo giorno successivo, al 40% per ciascun giorno ulteriore.
Se il rapporto di lavoro continua oltre il trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il cinquantesimo negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
Nell’ipotesi di successione di contratti a termine con Io stesso lavoratore, gli intervalli di tempo tra i due contratti sono ridotti a 7 giorni per i contratti di durata non superiore ai 6 mesi e 10 giorni per contratti di durata superiore a 6 mesi.

Part-time
Le clausole elastiche possono essere previste all’atto dell’assunzione o con successivo accordo scritto tra lavoratore e istituzione. Il lavoratore ha diritto ad un preavviso di due giorni lavorativi, fatte salve le diverse intese fra le parti, la misura massima dell’aumento delle ore, non potrà eccedere il limite del 25% della normale prestazione annua a .
La disponibilità del lavoratore a svolgere l’attività lavorativa con le modalità di variazione temporale, comporta una maggiorazione della retribuzione oraria in atto, pari al 20%, per le ore effettivamente interessate dalla variazione.
Il lavoratore ha la facoltà di recedere dal consenso dato alla clausola elastica nelle ipotesi previste dall’art. 10, primo comma della legge 20/5/1970 n. 300 oppure qualora affetto da patologie oncologiche, nonché da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, eventualmente anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l’azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, oppure in caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5/2/1992, n. 104, che abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, oppure qualora il lavoratore o la lavoratrice, abbia un figlio convivente di età non superiore a tredici anni o abbia un figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992.
Il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale entro i limiti del congedo ancora spettante, con una riduzione di orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro è tenuto a dar corso alla trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta. Decorso il periodo del congedo il lavoratore riprende il normale individuale.

Assistenza sanitaria integrativa
Le parti convengono di introdurre, in via sperimentale, per tutti i lavoratori, l’istituto dell’Assistenza Sanitaria Integrativa (ASI).
Per la copertura dell’assistenza sanitaria integrativa è dovuto un , per ogni lavoratore, a carico del datore di lavoro, pari a 5,00 euro mensili per tredici mensilità.
Potrà altresì aderire all’ASI, alle stesse condizioni il personale religioso appartenenti agli enti datoriali, nonché il personale religioso comunque facente parte di ordini e congregazioni religiosi residenti in Italia.
Per l’avvio del nuovo sistema ASI, le parti si incontreranno entro il 30/4/2017 per rendere effettivo il servizio.

T.F.R.
In aggiunta ed in subordine, alle anticipazioni previste dalla Legge, si riconoscerà l’anticipo del T.F.R. anche per:

– la ristrutturazione della di abitazione;
– danneggiamento della propria abitazione a seguito di calamità naturali;
– spese pre-adottive in caso di adozioni internazionali.
– spese matrimonio del dipendente o figli;
– tasse universitarie per dipendente o figli, nell’ambito del regolare svolgimento del piano di studi.

Banca Ore
La banca delle ore si costituisce con l’accantonamento delle ore di lavoro supplementare e straordinario che, su richiesta del lavoratore, saranno accumulate e resteranno a sua disposizione per l’anno di maturazione ed il semestre successivo. Le ore accantonate, per le quali deve essere immediatamente corrisposta la maggiorazione, sono indicate mensilmente in busta paga.
Le ore accantonate in banca ore potranno essere usufruite, in qualunque periodo dell’anno, come brevi permessi retribuiti e, quando saranno richieste a copertura dell’intera giornata, saranno accolte compatibilmente con le esigenze di servizio.
Nella banca ore verrà accumulato anche l’accantonamento di ore che il lavoratore o la lavoratrice, nel corso dell’anno, maturano a vario titolo. A titolo esemplificativo e non esaustivo, confluiranno nella banca ore le residue ore di riduzione oraria, i riposi sostitutivi delle prestazioni straordinarie di cui all’art. 45, i riposi compensativi delle festività lavorate di cui all’art. 52, i recuperi delle festività coincidenti con il giorno di riposo, ed in genere ogni altro recupero di prestazioni rispetto agli obblighi contrattuali.
Ulteriori articolazioni dell’istituto, la verifica dell’andamento e della corretta gestione dello stesso saranno definite a livello aziendale.
Le Istituzioni pagheranno, entro il 30 giugno di ciascun anno, i residui orari a credito relativi all’anno precedente e non fruiti.

Indennità per presenza notturna
Esclusivamente alle figure educative operanti in Strutture socio-assistenziali per , al fine di garantire la continuità di presenza educante, può essere richiesta, previo accordo sottoscritto dalle parti, la presenza notturna per non più di 3 notti per settimana, assicurando un ambiente adeguato per il riposo. Per ogni notte di presenza sarà riconosciuta una indennità forfettaria lorda di € 35,00. Le ore di presenza notturna non saranno conteggiate come orario di lavoro.
L’Istituto, esclusivamente nelle comunità per minori, laddove non sia possibile garantire la presenza con il personale di cui al punto precedente, potrà anche assumere apposito personale, senza titolo specifico, con mansione di “Prestazione esclusivamente d’attesa notturna”, inquadrato nella categoria A. La prestazione potrà essere compresa in una fascia oraria dalle ore 20.00 alle ore 8.00. Dette saranno rivolte prevalentemente a persone disoccupate, in cassa integrazione, studenti.


In caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita e/o temporaneamente invalidanti quali, a mero titolo esemplificativo, emodialisi o chemioterapia, sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia i relativi giorni di ricovero ospedaliero, di trattamento in day hospital, di assenza per sottoporsi alle citate terapie, debitamente certificati dalla competente Azienda Sanitaria Locale o Struttura convenzionata. In tali giornate il dipendente ha diritto in ogni caso all’intera retribuzione.

Fonte: Teleconsul

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *