CCNL Lavanderie Industriali: firmata l’ipotesi di rinnovo

ccnl lavanderie industrialiIn data 13/07/2016 è stata firmata, tra Assosistema-Confindustria e Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, l’ipotesi di Lavanderie Industriali, scaduto il 30 giugno 2015, con valenza dal 1° luglio 2015 al 31 Marzo 2019.

L’intesa raggiunta prevede un aumento medio di 70 € (categoria A3), distribuito in tre tranche:

  • 30 € dal 1° luglio 2016;
  • 20 € dal 1° luglio 2017;
  • 20 € dal 1° luglio 2018.

Viene inoltre confermato il c.d. elemento perequativo di 200 €, dovuto esclusivamente da parte di imprese che non abbiano effettuato contrattazione di secondo livello (territoriale o aziendale).
Con l’intesa raggiunta sono state anche migliorate le informazioni sulle relazioni industriali e sulla partecipazione, oltre a prevedere una “clausola sociale“, con la quale si garantisce la piena occupazione, soprattutto nel caso di gare d’appalto.

In merito al welfare aziendale, viene previsto un dello 0,2% totalmente a carico del datore di lavoro, al fine di finanziare una polizza assicurativa, stipulata attraverso il PREVIMODA, per assicurare i casi di premorienza e di invalidità permanente.

Ulteriori novità introdotte con l’accordo riguardano:

  • congedo parentale: viene prevista la possibilità di frazionare in ore i permessi per congedo parentale ed il loro utilizzo sino al compimento dei 12 anni di età del minore;
  • adozioni nazionali ed internazionali: viene riconosciuta in capo al lavoratore la possibilità di richiedere un periodo di aspettativa di durata complessiva non superiore a 30 giorni (15 giorni all’estero per l’incontro col minore e 15 giorni per la procedura di ingresso del minore in famiglia);
  • lavoratori : viene prevista la frazionabilità dei permessi di cui alla L. 104/92 e l’utilizzo del congedo triennale per figli con handicap di età fino ai 12 anni;
  • lavoro a : viene introdotta un’ di disponibilità a fronte dell’inserimento delle clausole c.d. elastiche, pari all’1,5%, oltre a prevedere alcune casistiche in cui il lavoratore è legittimato a recedere da tali clausole.

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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