Cassazione: Studi di Settore applicabili per attività professionali svolte in maniera secondaria

Con Sentenza 28 agosto 2013, n. 19710, la Corte di ha stabilito che gli sono applicabili anche al soggetto che svolge un’attività professionale solo in maniera marginale e secondaria.

Qualora si verifichi lo scostamento dei ricavi/compensi dichiarati rispetto a quelli risultanti dal relativo studio di settore, l’Amministrazione finanziaria è infatti legittimata a procedere all’accertamento tributario.

Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso proposto da un soggetto lavoratore dipendente, il quale svolgeva sporadicamente l’attività di geometra.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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