Cassazione: Risarcito il lavoratore trasferito in altra sede e privato delle sue mansioni

La Corte di ha statuito che nell’ipotesi di trasferimento del lavoratore presso un’altra sede e di ingiusta privazione di ogni suo incarico lavorativo, tanto da causargli una forte depressione, lo stesso deve essere risarcito del danno biologico, morale ed esistenziale.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 16413 del 28 giugno 2013, ha precisato che non sussiste una duplicazione del ristoro, qualora le voci risarcitorie riguardino distintamente la lesione dell’integrità psicofisica (danno biologico), la sofferenza interiore temporanea derivante dalla commissione di un fatto illecito (danno morale) e l’umiliazione delle capacità lavorative con pregiudizio all’immagine del dipendente (danno esistenziale).

 

Fonte: Seac

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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