Cassazione: niente mobbing se il datore di lavoro ritiene il dipendente mediocre

Il datore di lavoro, nelle “note di qualifica” redatte per ogni dipendente, valuta come “mediocre” l’apporto lavorativo di una dipendente, che ricorre in giudizio denunciando il datore di lavoro per comportamenti persecutori e ostili nei suoi confronti (), chiedendo un indennizzo per risarcire il danno biologico, esistenziale e alla professionalità per la valutazione redatta.

La Corte di con la Sentenza n. 898 pubblicata il 17 gennaio 2014 ha respinto il ricorso della lavoratrice escludendo il mobbing e precisando che lo stesso si configura laddove siano presenti, contemporaneamente, i seguenti elementi, che non sono ravvisabili nel caso in esame:

  • la molteplicità di comportamenti persecutori posti in atto in modo sistematico e prolungato;
  • l’evento lesivo della salute e della personalità del dipendente;
  • il nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro e il pregiudizio all’integrità psicofisica del lavoratore;
  • l’intento persecutorio.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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