Cassazione: niente licenziamento per appropriazione indebita del rimborso spese del collega

In materia di licenziamento, la Corte di ha chiarito che non è passibile di sanzione espulsiva il dipendente che si è appropriato illecitamente del rimborso spese del collega se poi ha tentato di riparare il danno, offrendo in restituzione la somma indebitamente percepita.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 22321 del 30 settembre 2013, ha statuito che per intimare il licenziamento risulta necessario valutare l’intensità dell’elemento intenzionale, il grado di affidamento richiesto dalle mansioni svolte dal lavoratore, nonché l’assenza di precedenti disciplinari nei suoi confronti. Pertanto, il ricorso dell’interessato viene accolto, con rinvio del procedimento alla Corte d’appello per il riesame del merito della vicenda.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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