Cassazione: morte del lavoratore stakanovista – datore di lavoro condannato al risarcimento

La Corte di , con la Sentenza n. 9945 depositata l’8 maggio 2014, ha confermato la condanna di un datore di lavoro a risarcire la famiglia del dipendente stakanovista, morto per un infarto che la CTU medico-legale ha collegato al troppo stress accumulato nello svolgimento della sua attività lavorativa, mediamente per undici ore al giorno.

A nulla vale il ricorso dell’azienda: stante il fatto che i superstiti avevano dimostrato il collegamento tra la e le modalità di svolgimento del lavoro, ai sensi dell’articolo 2087 c.c., stava all’azienda dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno, ma l’azienda non riesce a fornire una prova che la escluda da e, pertanto, i giudici hanno confermato la condanna al alla famiglia del deceduto.

 

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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