Cassazione: mobbing escluso in caso di mania di persecuzione del dipendente

La Corte di con la Sentenza n. 1149 pubblicata il 21 gennaio 2014 ha escluso il al lavoratore che ritiene di essere “mobbizzato” da tutti i superiori gerarchici: è improbabile, infatti, che tutti i superiori abbiano un atteggiamento vessatorio nei confronti del lavoratore.

La Suprema Corte di fatto ritiene che il lavoratore sia affetto da manie di persecuzione, tesi avvalorata dal fatto che questi non è riuscito a provare in modo certo nessuno dei fatti contestati all’azienda, e questo fa cadere il ricorso proposto.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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