Cassazione: licenziamento per il dipendente che rifiuta il trasferimento per motivi ambientali.

Licenziamento del lavoratore che rifiuta il trasferimento per motivi ambientali

In materia di licenziamento, la Corte di ha statuito la legittimità del provvedimento espulsivo per insubordinazione nei confronti del dipendente che, trasferito in un’altra sede per incompatibilità ambientale, rifiuta di prendere servizio nella nuova destinazione.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 11414 del 13 maggio 2013, ha precisato che il recesso del datore è pienamente lecito, in quanto per evitarlo, il dipendente doveva prima adeguarsi al trasferimento, percependo l’ di missione fino allo scadere dei quattro mesi e, soltanto in seguito, impugnarlo dinanzi all’autorità giudiziaria.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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