Cassazione: licenziamento legittimo in caso di rifiuto di trasferimento

La Corte di ha statuito la piena legittimità del licenziamento nei confronti del dipendente che, in seguito ad un riassetto organizzativo dell’azienda, rifiuta il trasferimento nella nuova sede dell’impresa; il provvedimento espulsivo non è di per sé discriminatorio per il fatto che il lavoratore deve prestare assistenza al padre disabile.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 25615 del 14 novembre 2013, ha chiarito che il riassetto organizzativo per la più economica gestione aziendale rientra nelle ipotesi di giustificato motivo oggettivo di licenziamento per ragioni inerenti l’attività produttiva, rimesso alla valutazione del datore di lavoro. Tale scelta non deve essere necessariamente collegata ad una situazione di congiuntura economica negativa, in quanto è sufficiente l’impossibilità del reimpiego del dipendente in mansioni equivalenti.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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