Cassazione: licenziamento illegittimo per le offese rivolte al superiore

offese rivolte al superioreIn tema di licenziamento per giusta causa, la Corte di ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che nel corso di una lite, in preda ad un attacco d’ira, rivolge frasi offensive al capo perché si ritiene vittima di un’ingiustizia.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2692 dell’11 febbraio 2015, ha chiarito che il recesso del datore non è giustificato, in quanto il lavoratore non ha violato gli obblighi contrattuali né ha contestato il potere del superiore: l’illecito disciplinare costituisce una insubordinazione lieve.

 

Fonte: SEAC

 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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