Cassazione: licenziamento illegittimo motivato dal mancato raggiungimento dei risultati

In materia di licenziamento, la Corte di ha chiarito che qualora l’azienda proceda con il provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore, lo stesso non potrà considerarsi legittimo se giustificato con la motivazione dello scarso rendimento per mancato raggiungimento dei risultati.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 17371 del 16 luglio 2013, ha precisato che lo scarso rendimento del lavoratore, legato al mancato raggiungimento dei risultati richiesti in molteplici incarichi a lui assegnati, non può di per sè giustificare alcun provvedimento espulsivo. Tale ultimo assunto trova fondamento nel principio per il quale quello che lega il prestatore al datore di lavoro è un obbligo di mezzi e non un obbligo di risultati.

 

Fonte: Seac

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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