Cassazione: il datore di lavoro risponde dell’infortunio se non fornisce corrette indicazioni al lavoratore.

In materia di sicurezza sul lavoro, la Corte di ha chiarito che nel caso in cui il dipendente sia soggetto ad infortunio, l’azienda sarà tenuta a rispondere non solo qualora non abbia provveduto a fornire adeguati strumenti, ma altresì qualora non abbia provveduto ad organizzare le lavorazioni in modo idoneo.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 12244 del 20 maggio 2013, ha precisato che il datore di lavoro non esaurisce i suoi doveri in ambito di sicurezza fornendo al lavoratore tutti gli strumenti necessari e vigilando sul loro utilizzo, ma deve occuparsi anche di provvedere ad un’organizzazione del lavoro idonea. Ciò significa che le lavorazioni pericolose dovranno essere svolte con i giusti macchinari e non oltre l’ dal dipendente rimasto solo. Si sottolinea che la valutazione andrà svolta secondo cautele nei singoli casi da parte dell’azienda, poiché nemmeno la Corte ha potuto stabilire un criterio minimo omologo per tutte le attività.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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