Cassazione: esclusione del danno esistenziale per ingiusto trasferimento del lavoratore.

In tema di danno non patrimoniale, la Corte di ha statuito che in caso di trasferimento ingiustificato del dipendente, allo stesso non spetta il del danno esistenziale, qualora non fornisca la prova che il provvedimento del datore di lavoro ha condotto al fallimento del proprio matrimonio.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 11527 del 14 maggio 2013, ha chiarito che l’eventuale pregiudizio non è conseguenza automatica per ogni condotta illegittima del datore e, pertanto, ricade sul lavoratore l’onere di provare che l’allontanamento ha determinato un effettivo peggioramento delle sue condizioni di vita.

Fonte: Seac News

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *