Cassazione: danno da usura psico-fisica in caso di prestazione lavorativa per sette giorni consecutivi

La Corte di , con la Sentenza n. 24180 pubblicata il 25 ottobre 2013, interviene nel merito di un ricorso avanzato da un lavoratore contro il proprio ex-datore di lavoro per il riconoscimento di un danno da usura psico-fisica, dovuto al fatto che questi veniva fatto lavorare spesso per sette giorni consecutivi senza riposi, nonché dei termini di prescrizione legati al caso.

La Suprema Corte ha evidenziato innanzitutto una differenza tra i possibili danni riconoscibili: da una parte il mero danno da usura psico-fisica, che va solamente accertato nel “quantum”, d’altra parte la lesione alla salute del lavoratore, che invece richiede prove rigorose sia dell’esistenza che del nesso causale con l’attività lavorativa. Sui termini di prescrizione, infine, i giudici hanno affermato la prescrizione quinquennale, qualora sussistano norme ad hoc che prevedono delle compensazioni economiche per l’attività lavorativa svolta di seguito senza riposo, ovvero decennale se non sono previste tali compensazioni.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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