Cassazione: contestazione disciplinare non tempestiva – illegittimo il licenziamento

In tema di licenziamento disciplinare, la Corte di ha statuito l’illegittimità del recesso del datore di lavoro, che ha effettuato la contestazione dell’addebito al lavoratore con un ritardo di nove mesi, a nulla rilevando il fatto che tale ritardo sia stato determinato dalla complessità dell’organizzazione aziendale.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 6715 del 21 marzo 2014, ha chiarito che, nel rispetto del principio di tempestività ed in osservanza delle regole di buona fede e correttezza, non appena il fatto illecito appaia ragionevolmente sussistente va portato a conoscenza del lavoratore ed il datore di lavoro non può procrastinare le contestazioni fino al momento in cui ritiene di averne assoluta certezza.

 

Fonte: SEAC

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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