Approfondimento sulle principali sanzioni in materia di Lavoro

A seguito delle importanti modifiche apportate negli ultimi tempi, di seguito illustriamo le principali sanzioni in materia di lavoro, nel quale può incorrere il datore di lavoro nella gestione dei rapporti con i propri dipendenti / collaboratori.

 

1 – MAXISANZIONE PER LAVORO NERO

lavoroneroPer “lavoro nero” si intende l’impiego di lavoratori subordinati senza preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con esclusione del datore di .

La relativa sanzione è detta “per fasce“, in relazione alla durata del comportamento illecito:

  • da € 1.500 a € 9.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a 30 giorni di effettivo lavoro;
  • da € 3.000 a € 18.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da 30 e sino 60 giorni di effettivo lavoro;
  • da € 6.000 a € 36.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre 60 giorni di effettivo lavoro.

Nel caso di impiego di lavoratori stranieri non in possesso di un valido o di in età non lavorativa, gli importi sanzionatori sono aumentati del 20% e non trova applicazione l’istituto della Diffida di seguito illustrato.

1.1 – La procedura di Diffida

Attraverso l’istituto della Diffida, il datore di lavoro viene ammesso al pagamento della sanzione minima prevista per l’irregolarità rilevata, ma a determinate condizioni.

Fermi restando i connessi adempimenti formali (compilazione del LUL, consegna della lettera di assunzione, comunicazione al Centro per l’Impiego, ecc.), per accedere al pagamento della sanzione minima si prevede:

  • la stipulazione di un contratto di a tempo indeterminato, anche a non inferiore al 50%, o con contratto a tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi;
  • il mantenimento in servizio dei lavoratori oggetto di regolarizzazione per un periodo non inferiore a tre mesi.

2 – LIBRO UNICO DEL LAVORO (LUL)

lulIn materia di LUL, per le condotte di omessa o infedele registrazione dei dati, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da € 150 ad € 1.500.

La sanzione è aumentata:

  • da € 500 ad € 3.000 se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 6 mesi;
  • da € 1.000 ad € 6.000 se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 12 mesi.

In riferimento al concetto di “infedele registrazione“, il Ministero del Lavoro specifica che esso è riferito esclusivamente ai casi di difformità tra i dati registrati e il quantum della prestazione lavorativa resa o l’effettiva retribuzione o compenso corrisposto.

Ricordiamo, infine, che le condotte di omessa e infedele registrazione sono punibili a condizione che le stesse abbiano determinato differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali.


3 – CONSEGNA PROSPETTI PAGA

cedolinoIl datore di lavoro, in base all’art. 1 della L. 4/1953, all’atto della corresponsione della retribuzione è obbligato a consegnare ai propri dipendenti il prospetto paga.

Nel caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore del prospetto paga, o di omissione o inesattezza nelle registrazioni apposte su detto prospetto paga, al datore di lavoro viene applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da € 150 ad € 900. La sanzione è aumentata in base al numero di lavoratori coinvolti o del periodo interessato:

  • da € 600 ad € 3.600 se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 6 mesi;
  • da € 1.200 ad € 7.200 se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 12 mesi.

4 –

anfIn base all’art. 82, co. 2, del D.P.R. 797/1955, il datore di lavoro che, essendovi tenuto, non corrisponde gli Assegni per il Nucleo Familiare al lavoratore, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 5.000. La sanzione è aumentata in base al numero dei lavoratori coinvolti o del periodo interessato:

  • da € 1.500 ad € 9.000 se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 6 mesi;
  • da € 3.000 ad € 15.000 se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 12 mesi.

5 – SANZIONI IN MATERIA DI E RIPOSI

orario di lavoro5.1 – Durata media dell’orario di lavoro

La durata media dell’orario di lavoro non può in ogni caso superare, per ogni periodo di 7 giorni, le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario. A tal fine, la durata media dell’orario di lavoro deve essere calcolata con riferimento a un periodo non superiore a 4 mesi. I contratti collettivi possono in ogni caso elevare il limite fino a 6 mesi ovvero fino a 12 mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all’organizzazione del lavoro, specificate negli stessi contratti collettivi.

Nel caso di violazioni riguardanti la durata media dell’orario di lavoro, il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 200 a € 1.500.

  • Se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero si è verificata in almeno tre periodi di riferimento, la sanzione è da € 800 a € 3.000;
  • Se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero si è verificata in almeno cinque periodi di riferimento, la sanzione è da € 2.000 a € 10.000.

5.2 – Riposo settimanale

Il lavoratore ha diritto ogni 7 giorni ad un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero. Tale periodo di riposo consecutivo è calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.

Nel caso di violazioni riguardanti il riposo settimanale, il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 200 a € 1.500.

  • Se la violazione di riferisce a più di 5 lavoratori ovvero si è verificata in almeno tre periodi di riferimento, la sanzione è da € 800 a € 3.000;
  • Se la violazione di riferisce a più di 10 lavoratori ovvero si è verificata in almeno cinque periodi di riferimento, la sanzione è da € 2.000 a € 10.000.

5.3 – Riposo giornaliero

Ferma restando la durata normale dell’orario settimanale, il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo, fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità.

 Nel caso di violazioni riguardanti il riposo giornaliero, il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 100 a € 300.

  • Se la violazione di riferisce a più di 5 lavoratori ovvero si è verificata in almeno tre periodi di 24 ore, la sanzione è da € 600 a € 2.000;
  • Se la violazione di riferisce a più di 10 lavoratori ovvero si è verificata in almeno cinque periodi di 24 ore, la sanzione è da € 1.800 a € 3.000.

6 – OMESSO VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI

uniemensIl datore di lavoro che omette il versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori, incorre nel previsto dall’art. 2, co. 1-bis del D.L. 463/83.

Il datore di lavoro è punibile con la reclusione fino a tre anno e con la multa fino ad € 1.032,91.

E’ però prevista l’esclusione della punibilità quando il datore di lavoro, entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione, provveda al versamento delle ritenute previdenziali.


7 – OMESSO VERSAMENTO DI RITENUTE IRPEF

modello f24L’art. 10-bis del D.Lgs. 74/2000 prevede la reclusione da sei mesi a due anni per il datore di lavoro che omette di versare, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale del sostituto d’importa (Modello 770), le ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti (Modello CU – ex CUD), per un ammontare superiore a € 150.000 per ciascun periodo d’imposta.

 


8 – MANCATA CONSEGNA DELLA CERTIFICAZIONE UNICA (Ex Modello CUD)

certificazione unicaLa Certificazione Unica (ex Modello CUD) deve essere consegnata dal datore di lavoro entro il 28 febbraio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati, ovvero entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

In caso di mancata consegna della Certificazione Unica, ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. 471/97, il datore di lavoro viene punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 258,23 a € 2.065,83.


 

Autore dell'articolo: Dott. Paolo Casini

Si è laureato nel 2010 in Consulenza del Lavoro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla pianificazione nella successione d’impresa.

Dal 2015 è abilitato all’esercizio della Professione di Consulente del Lavoro, collaborando con importanti Studi di Consulenza del Lavoro di Padova.

Nel 2016 ha conseguito un Master in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e, sempre dallo stesso anno, collabora in qualità di autore con il portale FISCOeTASSE, per il quale realizza articoli di approfondimento legati a tematiche Giuslavoristiche.

Dal 2017 è inoltre titolare dello Studio Felsineo, Studio di Consulenza del Lavoro di Bologna.  

Si occupa principalmente di consulenza in materia di Diritto del Lavoro, Amministrazione del Personale, aziende del settore Edile e di Scuole Private.

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